Governo cerca risorse. Subito incapienti, bonus a tutti

ROMA. – Nessuno slittamento: l’intervento sui più poveri, i cosiddetti incapienti (chi guadagna meno di 8.000 euro l’anno) arriverà sul tavolo del Cdm – confermano fonti di governo – già venerdì prossimo insieme all’intervento di taglio al’Irpef per i redditi più alti (fino a 25.000 euro). I famosi 80 euro (in media) che arriveranno nelle buste paga del 27 maggio. Sul fronte delle coperture si ‘scandagliano’ tutte le voci in queste ore. Incluse quelle accantonate della spending review. E’ il caso dei tagli per il ministero della Difesa. E insieme a questi, da quanto si apprende, potrebbe arrivare anche una sforbiciata al programma per l’acquisto degli F35. Ipotesi non esclusa nel recente passato dal premier, Matteo Renzi. E lo stesso sottosegretario alla presidenza, Graziano Delrio, aveva parlato di revisione ”necessaria” del programma. Torna intanto l’idea, per tutti non solo gli incapienti, di agire più che attraverso le detrazioni fiscali utilizzando un ‘bonus’ che sarebbe anticipato dai datori di lavoro che poi, a loro volta, lo sconterebbero da quello che devono pagare all’erario. Il costo dell’intervento per i più poveri (in tutto sono 4 milioni, quindi non sarebbero tutti compresi) sarebbe approssimativamente di 1 miliardo. Che si aggiungere ai 6,7 miliardi previsti per le fasce più alte. Quindi nel 2014 l’intervento costerebbe all’incirca 8 miliardi, in linea con quanto calcolato ieri anche dall’Istat (714 euro in media testa per circa 10 milioni di contribuenti, cioè 7,1 miliardi ai quali si aggiunge appunto 1 miliardo per gli incapienti). Si studia anche tecnicamente come far arrivare la cifra (si parla di 40-50 euro) ai singoli e come evitare effetti ‘scalino’, cioè far aumentare al limite massimo il reddito oltre quello più basso bella fascia successiva. Per quanto riguarda il problema di far arrivare i soldi si ipotizza appunto (come per i redditi più alti) di farli anticipare dai datori di lavoro. Ad esempio, come riporta oggi la stampa, il bonus arriverebbe anche a colf e badanti con redditi sotto gli 8.000 euro. E ad ‘anticiparli’ sarebbero (come per gli altri) i datori di lavoro. Cioè, in questo caso, le famiglie che poi li recupererebbero versando meno contributi all’Inps. Non è invece ancora noto se l’intervento (fino ad 8.000 ed oltre di reddito) riguarderà anche i pensionati. Ma lo stesso Matteo Renzi ha già spiegato che la ‘pratica’ pensioni minime sarà affrontata nel 2015. Quindi quest’anno non ci dovrebbero essere interventi. Novità emergono sul fronte delle coperture. Il recupero del canone Rai evaso che avrebbe fruttato al Tesoro circa 150 milioni non ci sarà. Almeno non ora. La notizia emersa sulla stampa è stata infatti smentita da Palazzo Chigi. Sembra invece prendere sempre più piede l’ipotesi di tagliare gli stipendi alti. Cioè di chiedere un ‘contributo di solidarietà’. La voce circola da qualche giorno e viene ripresa oggi anche da alcuni quotidiani. L’ipotesi è che vengano colpiti gli stipendi più alti (già sottoposti al ‘tetto-Napolitano’) ma anche quelli intermedi con un meccanismo a scalare che colpirebbe anche i quadri. Si studia un meccanismo che coinvolgerebbe stipendi pubblici ma anche privati per evitare di incorrere nei rilievi della Corte Costituzionale che nel 2012 bocciò analogo provvedimento a firma Giulio Tremonti. Sarebbero nel mirino quindi gli emolumenti anche dei vertici delle autorità indipendenti, dall’antitrust agli appalti. In questo caso si arriverebbe a un gettito di 5-600 milioni. E si studiano ancora tagli (in questo caso ‘lineari’) ai fondi impiegati dalle amministrazioni (e dalle partecipate) per l’acquisto di beni e servizi. Ma le cifre precise non sono ancora disponibili perchè sono attualmente oggetto di analisi da parte della Ragioneria generale dello Stato.  (Francesco Carbone/ANSA)
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