García Márquez: Bartok e Caraibi, addio tra Messico e Colombia

CITTA’ DEL MESSICO. – Tra Mozart e ritmi caraibici, cerimonie ufficiali e fiori gialli, discorsi presidenziali e maxi-schermi in piazza, il Messico e la Colombia danno l’ultimo addio a Gabriel García Márquez. Gabo, morto giovedì nella megalopoli azteca dove è vissuto insieme alla moglie Mercedes per circa mezzo secolo, era nato ad Aracataca, un piccolo villaggio colombiano. Per decenni, le sue due patrie si sono costantemente intrecciate nella vita dello scrittore: lo stesso avviene ora, nel momento degli omaggi funebri. Nel primo paese Gabo viene considerato come “il più messicano dei colombiani”, nel secondo “il più illustre colombiano della storia”. Entrambi i paesi hanno nei confronti dell’autore di “Cent’anni di solitudine” grande affetto e lo rivendicano, pur senza alcuna rivalità né tensioni diplomatiche. A ospitare per la cerimonia a Ciudad de Mexico le ceneri dello scrittore è il Palazzo delle Belle Arti, dove in passato è stato dato l’ultimo saluto a Diego Rivera, Frida Kahlo e Carlos Fuentes. Ai funerali partecipano, oltre a tanti familiari e amici, il presidente messicano Enrique Peña Nieto e il colombiano Juan Manuel Santos. L’urna con le ceneri di Gabo sarà esposta fino a quando l’ultimo visitante non avrà lasciato il palazzo: chi lo vorrà potrà quindi dare il proprio adios a García Márquez, i cui libri si sono venduti in milioni di copie in tutto il mondo. Il palazzo è stato decorato con fiori gialli ed è previsto un quartetto di corde per interpretare la musica che amava, da Bartok al vallenato (ritmo colombiano). Alla stessa ora, anche Aracataca celebra quello che è stato definito un “funerale parallelo e simbolico”, in attesa dell’arrivo di una parte delle ceneri in Colombia: dove però non si sa ancora, se la teca con i resti sarà portata nel villaggio – come vogliono gli aracateros – oppure a Bogotà e Cartagena, le altre città fondamentali, insieme a Barranquilla, dei suoi primi anni da giornalista e scrittore. Domani sarà la capitale colombiana a rendergli a sua volta omaggio nella cattedrale della città, dove l’orchestra sinfonica nazionale suonerà il Requiem di Mozart. La cerimonia sarà trasmessa in tv e le autorità hanno allestito dei maxi-schermi nella piazza della Cattedrale. A ricordare Gabo è infatti tutto il paese, in tanti modi diversi. Mercoledì è in programma nelle biblioteche e nei parchi della capitale una maratona di lettura di “Nessuno scrive al colonnello”. E domenica notte, prima di una partita di calcio nello stadio Metropolitano di Barranquilla, i tifosi hanno osservato un minuto di silenzio: in campo c’erano l’Independiente e il Junior, la squadra più rappresentativa di quel “Caribe colombiano” reso universale da Garcia Marquez. (Martino Rigacci/Ansa)