Obama va in Asia a rassicurare alleati su impegni Usa

NEW YORK. – Con la crisi ucraina sullo sfondo, il presidente americano Barack Obama parte domani per un viaggio di otto giorni in quattro Paesi dell’Asia. Ha in programma una serie di colloqui e accordi di carattere politico e commerciale, ma anche la più delicata missione di rassicurare i suoi alleati sull’impegno degli Usa per la sicurezza nella regione. Tutti i Paesi in cui si fermera’ – Giappone, Corea del Sud, Malaysia e Filippine – hanno in corso dispute territoriali con la Cina e osservano con particolare attenzione le mosse della Casa Bianca di fronte alle iniziative del Cremlino in Ucraina, mentre il “riequilibrio” delle forze Usa nell’aera del Pacifico occidentale designato da Obama segna il passo, anche a causa delle restrizioni al bilancio del Pentagono e dello scetticismo a Washington. Ci sono inoltre una serie di tensioni regionali che riguardano oltre all’Ucraina anche la Siria, l’Iran e il Medio Oriente e creano da mesi una serie di “distrazioni” per l’amministrazione Usa, spingendo i suoi alleati asiatici a domandarsi se il “riequilibrio” non sia sceso nella lista delle priorita’ della Casa Bianca, come ha affermato Robert Hathaway, direttore del Programma Asia del Wilson Center, un autorevole think tank, citato da Politico. Un timore a cui ha risposto indirettamente Susan Rice, Consigliere per la sicurezza nazionale di Obama. Nell’ amministrazione, ha detto, “vediamo sempre piu’ le nostre priorita’ legate all’Asia, sia per l’accesso a nuovi mercati che per l’aumento delle esportazioni e la protezione dei nostri interessi e la promozione dei nostri valori”. E per essere ancora piu’ chiara ha aggiunto che “in un momento di tensioni regionali, in corso particolarmente per ciò che riguarda la Corea del Nord e le dispute territoriali, il viaggio (del presidente Obama) offre un’occasione per riaffermare l’impegno degli Usa verso un ordine nella regione basato sulle regole”. Secondo una politica consolidata, gli Stati Uniti non prendono posizione nelle dispute territoriali in Asia, ma hanno più volte esortato le parti a risolvere le divergenze attraverso negoziati pacifici. In particolare, al centro delle tensioni ci sono alcune isole amministrate dal Giappone e rivendicate dalla Cina, su cui Pechino ha stabilito unilateralmente una zona di difesa aerea interferendo con lo spazio aereo di Giappone, Corea del Sud e Taiwan. La Cina ha inoltre in corso dispute territoriali nel mar meridionale cinese con Filippine, Malaysia e Vietnam. La missione di Obama é quindi particolarmente delicata, poiché, come ha riassunto al Washington Post Yongwook Ryu della Australian National University, il presidente americano dovrà “rassicurare i Paesi della regione, ma allo stesso tempo dovra’ fare in modo che le relazioni Usa-Cina non vadano verso una direzione più ostile e di confronto”.

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