Renzi a Partita del Cuore su Rai1, Grillo “è regime”

Pubblicato il 22 aprile 2014 da redazione

ROMA.- La Partita del Cuore diventa il match delle polemiche. In campo a Firenze (e in diretta su Rai1) il 19 maggio, ad appena sei giorni dalle elezioni europee e amministrative, all’incontro benefico tra Nazionale cantanti ed Emergency, è atteso anche il premier Matteo Renzi. Ma l’opposizione teme che la partita si trasformi in uno spot per il Pd – lo stadio Franchi potrebbe vedere in maglietta e pantaloncini anche il vicesindaco di Firenze Dario Nardella, candidato alla carica di primo cittadino – e grida alla violazione della par condicio. Beppe Grillo parla di “regime”, da Forza Italia Renato Brunetta lancia un aut aut: Renzi faccia un passo indietro o la Rai non trasmetta la Partita del Cuore. A lasciare intendere il suo coinvolgimento è stato lo stesso premier, recitando qualche giorno fa la possibile formazione: “Baggio 11, Antognoni 10, Batistuta 9. Indovinate un po’ chi fa l’8? Loro mi passano la palla e io, tic, la butto dentro”, ha detto Renzi, che da tifoso viola accarezza probabilmente il sogno di giocare accanto ai vecchi leoni della Fiorentina. Oggi arriva però l’altolà di Roberto Fico (M5S), presidente della Vigilanza Rai: “La presenza di Renzi, Nardella o di qualsiasi altro politico alla Partita del Cuore che la Rai trasmetterà in diretta il 19 maggio, a pochi giorni dalle elezioni, è inammissibile”. Rincara la dose Grillo: “La Rai violerà la par condicio per favorire ‘Renzie’? Li abbiamo beccati! Siamo in un regime!”, scrive Su Facebook il leader del Movimento. Se dal governo il sottosegretario Antonello Giacomelli accusa Grillo di essere “ossessionato da Renzi” e di “dimenticare Emergency”, da Viale Mazzini il direttore di Rai1 Giancarlo Leone spiega che si attendono ancora conferme sulla “composizione delle squadre in campo. Quando avremo le informazioni che abbiamo sollecitato, sarà nostra cura verificare se l’eventuale presenza del premier o di altri esponenti politici sia compatibile o meno con l’attuale, pervasiva normativa sulla par condicio”. La palla, a quel punto, passerà nel campo dell’Agcom, cui spetta vigilare sull’applicazione delle norme. Domani è in programma una riunione del Consiglio per l’analisi dei dati del monitoraggio sulla par condicio: al momento – spiegano dall’Autorità per le Comunicazioni – non è arrivata alcuna segnalazione formale sulla Partita del Cuore e dunque il tema non è all’ordine del giorno, ma non si esclude che possa essere oggetto di riflessione. Ad occuparsene sicuramente sarà la Vigilanza: il segretario Pd Michele Anzaldi accusa Fico di voler “boicottare” un’iniziativa benefica, “strumentalizzandola” a sua volta “per fare campagna elettorale”. Agli altolà replica con forza anche Gino Strada: “Ci spiace che con le polemiche si rischi di sporcare una cosa tranquilla, di beneficenza, di solidarietà”, dice il fondatore di Emergency, convinto che sia “una follia dire che Renzi non possa giocare la Partita del Cuore”. Dello stesso tono la riflessione di Antognoni: “Non vedo il motivo per cui la politica debba entrare in questo evento. La Partita del Cuore ha fini esclusivamente benefici, a favore di Emergency. Tutto il resto deve passare in secondo piano”. “Mi auguro che cresca maggiore consapevolezza in ognuno di noi di cosa possiamo fare per aiutare chi ha più bisogno”, è il monito di Baggio, che il 19 maggio allenerà la squadra di Emergency. “Ogni occasione è buona per far polemica: è segno che c’è molta paura”, chiosa Nardella, che poi scherza: “Ho dato la mia disponibilità a giocare, se poi gli avversari sono terrorizzati c’è da preoccuparsi, io sono scarsissimo”.

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