Berlusconi: al via affidamento, firmate le prescrizioni

MILANO. – Con la firma del verbale delle prescrizioni è cominciato oggi l’affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi. Per un anno, questa la pena ‘netta’ da espiare per via della condanna definitiva per il caso Mediaset, dovrà attenersi alle 12 regole fissate una settimana fa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, compreso l’obbligo di assistere gli anziani ospiti nel centro di Cesano Boscone della Fondazione Sacra Famiglia dove si dovrebbe recare già lunedì prossimo. Arrivato attorno alle 17.30 all’Uepe, l’Ufficio esecuzione penale esterna, il leader di Forza Italia, accompagnato dagli avvocati Niccolò Ghedini e da Angela Maria Odescalchi, è rimasto a colloquio con Severina Panarello, la responsabile dell’ente, per circa un’ora e mezza, il tempo necessario per sottoscrivere il documento stilato dal giudice Beatrice Crosti e dal presidente dei magistrati della Sorveglianza Pasquale Nobile de Santis, per essere informato dei ‘paletti’ entro cui potrà muoversi e accordarsi sulle modalità con cui svolgere volontariato: probabilmente avrà mansioni di “animazione” per “rendere gradevole la giornata, favorendo la socializzazione e stimolando gli interessi personali” degli anziani, anche disabili, ospitati nella struttura del milanese. Un programma, questo, che lo stesso Berlusconi ha spiegato con qualche battute ai cronisti che lo hanno ‘assediato’ all’uscita. “Sono stato assegnato ai servizi sociali, non imprigionato da fotografi e reporter – ha esordito scherzosamente – Ho firmato le disposizioni”. A chi gli ha chiesto quando avrebbe cominciato l’attività di volontariato, ha risposto “la settimana prossima”. A chi invece ha domandato se l’affidamento in prova sarà un problema per la campagna elettorale per le europee, ha ripetuto per tre volte “spero di no”. E prima di infilarsi in macchina, protetto da un cordone di uomini delle Forze dell’ordine, alla domanda su come fosse stata la dottoressa Panarello durante il colloquio, ha replicato: “Molto professionale”. Dunque da stasera, per l’ex capo del Governo, è cominciato ufficialmente il percorso di “rieducazione” che, comunque, gli consentirà l'”agibilità” politica. Un percorso di “‘restituzione’ tangibile nei confronti della società civile danneggiata” e di “risocializzazione ed esternazione – si legge nel provvedimento del Tribunale di Sorveglianza – della sua volontà di impegnarsi nel proprio recupero sociale anche attraverso l’assistenza alle persone appartenenti alle fasce più deboli e disagiate”. Un’attività riparatoria che comunque gli lascerà anche la possibilità di continuare nel suo ‘lavoro’ e quindi di fare campagna elettorale e occuparsi delle europee. Infatti, tra le ‘regole’ fissate’ con le prescrizioni, c’è quella di dover indicare “la propria dimora in Arcore” a Villa San Martino, da cui potrà uscire dalle 6 per “farvi ritorno entro le ore 23, con divieto di uscire fino al mattino successivo, se non per comprovate gravi necessità, preventivamente comunicate alle Forze dell’Ordine e da documentare tempestivamente all’Uepe” e “non potrà abbandonare la Regione Lombardia, salvo”, come aveva chiesto, per andare a Roma, a Palazzo Grazioli: “Previo avviso all’Uepe e alle Forze dell’Ordine”, gli è concesso recarsi nella capitale, “presso il domicilio in via del Plebiscito, dal martedì al giovedì, fermi restando gli obblighi orari” indicati (uscire di casa dalle 6 di mattina alle 11 di sera), “con rientro al domicilio di Arcore entro le ore 23 del giovedì stesso”. Berlusconi poi “non potrà compiere viaggi notturni né viaggi all’estero” e nemmeno “frequentare pregiudicati e tossicodipendenti, omettendo altresì di frequentarne gli ambienti”. Quanto all’attività di volontariato dovrà prestare assistenza per un giorno alla settimana e almeno per quattro ore consecutive. Qualora l’ex Cav volesse ‘variare il programma’ sarà obbligato a chiedere autorizzazione al giudice Crosti al quale, per altro, spetterà valutare l'”esito finale della ‘prova’” e cioè se sia riuscito a “portare a maturazione quel processo di revisione critica, di emenda, oggi in fieri” necessario per ‘saldare il conto’ con la giustizia. E sarà sempre il giudice Crosti a concedergli o meno, allo scadere del primo semestre di affidamento in prova, i 45 giorni di liberazione anticipata e se revocare eventualmente la misura alternativa alla detenzione domiciliare qualora pronunciasse parole “offensive” e di “spregio” nei confronti dei giudici.  (Francesca Brunati e Giulia Dedionigi/ANSA)