Kiev attacca a est, 7 morti. Putin minaccia reazione

KIEV. – Kiev ritorna all’attacco sul fronte orientale, e questa volta sembra fare sul serio. Nella notte le forze ucraine hanno riconquistato il municipio di Mariupol, e in mattinata sono entrate a Sloviansk, da un paio di settimane roccaforte dei filorussi, in un’operazione in cui sarebbero rimasti uccisi fino a sette ‘insorti’. La reazione del Cremlino non è tardata ad arrivare, e Vladimir Putin, minacciando “conseguenze”, ha subito definito l’azione del governo filo-occidentale ucraino “un crimine molto grave contro il proprio popolo”. Le parole del presidente russo non sono rimaste inascoltate, e secondo alcuni media locali Kiev avrebbe sospeso l’operazione militare a Sloviansk per riformulare il proprio piano d’azione, anche perché il rischio che le truppe russe invadano l’Ucraina sarebbe cresciuto drammaticamente nelle ultime ore. Il ministro della Difesa di Mosca, Serghiei Shoigu, ha infatti annunciato nuove esercitazioni militari al confine, una mossa a cui il governo ucraino ha risposto concedendo alla Russia 48 ore di tempo per spiegare lo scopo delle manovre. Le dichiarazioni del presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov, inoltre, sembrano lasciare poco spazio alle trattative con i filorussi armati: “Noi – ha tuonato il capo di Stato – non indietreggeremo di fronte alla minaccia terroristica”, cioè davanti ai miliziani filorussi che secondo Kiev sono appoggiati dai servizi segreti militari di Mosca (Gru). L’operazione a Sloviansk è iniziata stamattina, quando le truppe di Kiev hanno circondato la città con blindati ed elicotteri ed hanno piegato la resistenza dei filorussi sfondando tre posti di blocco da cui i pro-Mosca controllavano l’ingresso al centro abitato. Il ministero dell’Interno ucraino ha fatto sapere che negli scontri a fuoco sono rimasti uccisi “fino a cinque” insorti e che un soldato di Kiev è rimasto ferito, ma nel pomeriggio altre fonti hanno parlato di sette vittime. Verso le tre di notte, prima che scattasse il blitz ucraino a Sloviansk, la polizia ucraina ha inoltre riconquistato il municipio di Mariupol, un’importante città portuale sul Mar Nero sempre nella regione di Donetsk. Secondo il ministero dell’Interno, gli agenti sarebbero intervenuti dopo aver individuato un gruppo di una trentina di persone armate di mazze da baseball che tentava di entrare nell’edificio e di sgomberarlo dai filorussi che lo occupavano dal 13 aprile. Secondo Mosca, nell’operazione militare sferrata da Kiev nel sud-est ucraino sono impegnati oltre 11 mila uomini armati, 160 carri armati, più di 230 blindati, almeno 150 pezzi di artiglieria, tra cui cannoni, e un gran numero di mezzi dell’aviazione. Mentre “le forze di autodifesa filorusse” contano solo su poco più di 2.000 uomini con circa 100 armi automatiche prese principalmente dai commissariati di polizia e dai servizi di sicurezza locali. Tutt’altra la versione fornita dal direttore del ‘Centro di ricerche politico-militari’ di Kiev, Dmitri Timchuk, che sostiene che il governo ucraino abbia schierato un migliaio di uomini e circa 150 mezzi blindati, tanto che, a suo avviso, non è neanche esatto parlare di operazione militare visto che a partecipare all’offensiva sono soprattutto reparti speciali del ministero dell’Interno e dei servizi di sicurezza e non dell’esercito. Nonostante la liberazione del reporter americano Simon Ostrovsky, fermato lunedì scorso dai filorussi che lo accusavano di essere una spia del gruppo paramilitare nazionalista ‘Pravi Sektor’, la tensione nell’Ucraina orientale sale sempre più vertiginosamente. La Russia continua a flettere i muscoli con manovre militari al confine con l’Ucraina, mentre le truppe Nato si rafforzano in Polonia e nei Paesi Baltici. (Giuseppe Agliastro/ANSA)

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