Papa: dopo polemica su casa Bertone,”siate sobri”

CITTA’ DEL VATICANO. – Le polemiche di questi giorni sui maxi-appartamenti dei cardinali non hanno lasciato indifferente papa Francesco, che ha voluto dire la sua con un preciso, e quanto mai significativo, richiamo alla sobrietà. “Uno stile di vita sobrio fa bene a noi e ci permette di condividere meglio con chi ha bisogno”, ha scandito oggi in un tweet. Il richiamo del Papa, naturalmente, è tutto fuorché casuale, ed è anche il sintomo di una contrapposizione, neanche tanto nascosta, tra il Pontefice della “Chiesa povera” e i presuli che ancora fanno molta fatica a rinunciare ai propri privilegi. Un conflitto che fa da contraltare anche a quello con i più conservatori sul piano della dottrina, che in questi giorni non hanno gradito le parole dette dal Papa per telefono a una donna argentina sposata civilmente con un uomo divorziato, spiegandole che “se prende la comunione non fa niente di male”. Due piani di scontro che rappresentano i due lati di una stessa medaglia. La raccomandazione di oggi allo “stile di vita sobrio” che “fa bene a noi” e “ci permette di condividere meglio con i poveri” è infatti rivolta alla Chiesa in generale ma in primo luogo, come Bergoglio fa spesso, agli alti prelati, ai vescovi, ai quali col suo stesso esempio di vita indica la via della semplicità e della rinuncia a lussi e sprechi. Parole che vengono dopo le discussioni sollevate in questi giorni dagli articoli di giornale, primo fra tutti il Quotidiano Nazionale, sul cardinal Bertone che sta per trasferirsi dalla sua residenza in Prima Loggia – quella che aveva da segretario di Stato – in un appartamento di circa 700 mq all’ultimo piano di Palazzo San Carlo, proprio di fianco alla Casa Santa Marta dove il Papa vive in un alloggio dieci volte più piccolo. Il nuovo maxi-appartamento di Bertone è ricavato da quello dove abitava l’ex capo della Gendarmeria, Camillo Cibin, cui è stato unito quello attiguo di monsignor Bruno Bertagna. Sopra l’appartamento, intanto, continuano i lavori per realizzare un’ampia terrazza. Il “lusso” cui evidentemente non rinuncia l’ex segretario di Stato, che andrà a vivere nella nuova residenza con tre suore per le incombenze domestiche, ha mandato su tutte le furie il Pontefice, che però non ha potuto far nulla per opporvisi, essendo stato informato dei lavori di ristrutturazione quando erano già in stato avanzato. E a segnare la differenza rispetto al “vecchio corso” è anche il fatto che il successore di Bertone alla Segreteria di Stato, il cardinale Pietro Parolin, dovrebbe restare ad abitare anch’egli a Santa Marta. Diverso, ma anch’esso segno di un’ampia distanza tra la linea di Bergoglio e quella dei presuli della “vecchia guardia”, lo scontro in atto sulla questione dei sacramenti ai divorziati e risposati, per risolvere la quale il Pontefice ha convocato due Sinodi e incoraggiato a un dibattito “coraggioso”. Le sue parole in telefonata rimbalzata dall’Argentina, a una donna cui il prete negava la comunione perché sposata civilmente con un divorziato e alla quale ha detto che se prende la comunione “non sta facendo nulla di male”, non sono piaciute ai più conservatori, sia in Vaticano che fuori. E il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, con un giorno di ritardo, ha dovuto fare una precisazione. “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimento e confusione”, ha dichiarato. “E’ perciò da evitare – ha aggiunto – di trarre da questa vicenda conseguenze per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa”. E persino il parroco della donna ha voluto esprimere dubbi su quanto emerso. “E’ impossibile che Papa Francesco gli abbia dato quel permesso”, ha detto don José Ceschi, della parrocchia di San Lorenzo, frequentata da Jaqueline Lisboa. Ceschi ha detto che “se qualsiasi sacerdote decide di concederti l’assoluzione in questo caso, è come consegnare un assegno e poi vai in banca e ti dicono che non si sono soldi sul conto”, esprimendo il suo appoggio a Sergio Tefful, il sacerdote della sua parrocchia che avrebbe negato i sacramenti alla donna. “Il fatto è che il Papa, come tutti i vescovi e sacerdoti, deve essere padre, madre e maestro e mantenere il cuore aperto. Ma non può superare certi limiti, deve dire le cose come sono”, ha sottolineato il parroco, secondo il quale “il Papa non può dire certe cose, non può passare al di sopra del vescovo”.  (Fausto Gasparroni/ANSA)

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