Roncalli-Wojtyla: non cessa l’assedio dei pellegrini

CITTA’ DEL VATICANO. – Non cessa in Vaticano il pacifico assedio di decine di migliaia di persone giunte per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. In una piazza San Pietro gremitissima sia nei settori centrali che nelle ali, questa mattina è stata celebrata la messa di ringraziamento della comunità polacca per Giovanni Paolo II santo. Nel pomeriggio molti sono in fila per rendere omaggio alla tomba del nuovo santo, all’interno della basilica vaticana, dove è sepolto anche Giovanni XXIII, anch’egli oggetto di venerazione da parte dei tanti bergamaschi non sono ancora ripartiti da Roma. Sia di mattina che di pomeriggio, inoltre, molti pellegrini si sono trasformati in turisti e hanno approfittato per visitare i musei vaticani, o semplicemente fare shopping. Sicché la piazza, via della Conciliazione e i dintorni, fino a Castel Sant’Angelo e al Tevere, sono affollati e colorati da giovani e meno giovani con zainetti, striscioni, cappelli. La messa di ringraziamento per la canonizzazione di Wojtyla è stata presieduta dal card. Angelo Comastri e si è aperta con un saluto iniziale del card. Stanislao Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e per circa 40 anni segretario personale di Karol Wojtyla. Un dono necessario” è stata per il cardinale Angelo Comastri la canonizzazione di papa Wojtyla, il “papa della famiglia”, in un momento in cui, ha detto, “la famiglia è aggredita e minacciata”. Il porporato inoltre ha ricordato la “difesa della vita umana” al centro della predicazione e dell’azione di Giovanni Paolo II, e ha citato ampie frasi di papa Wojtyla a difesa della vita, compreso il “grido di Agrigento” contro la mafia, e le “parole vere, sante, attuali” dette da Giovanni Polo II nel tentativo strenuo di evitare la guerra del Golfo. Nel saluto iniziale ai fedeli riuniti in piazza, affidato all’arcivescovo di Cracovia Stanislao Dziwisz, questi ha definito Giovanni Paolo II “figlio della terra polacca, il papa della Divina Misericordia” che, “ha conseguentemente messo in vita le decisioni del Concilio e ha anche introdotto la Chiesa nel terzo millennio della fede cristiana”. Il card. Dziwisz ha concluso ricordando che per lui l’Italia “è diventata una seconda Patria. Oggi sicuramente – ha detto – Giovanni Paolo II la benedice dall’alto, come anche benedice la Polonia e il mondo intero. Nel suo cuore hanno trovato posto tutte le nazioni, le culture, le lingue”.