Renzi si gioca la partita delle europee, avanti riforma sistema

ROMA. – Avanti tutta, con “un pensiero affettuoso agli amici gufi”. Ogni giorno nuovi ostacoli sul cammino di Matteo Renzi. La campagna elettorale fa aumentare le stilettate e gli sgambetti. Ma il premier ostenta tranquillità: la tabella di marcia del governo non rallenta, assicura. Nessun freno, mentre prosegue lo sprint verso le europee: si mettano l’anima in pace i gufi. Le riforme sono la matassa da sbrogliare, innanzitutto dentro il Pd. Renzi, accogliendo anche il suggerimento del presidente Napolitano, si fa mediatore e incontra di buon mattino Anna Finocchiaro e Luigi Zanda nel suo ufficio a Palazzo Chigi: nessun cedimento sui punti cardine ma apertura a qualche modifica al testo, è la linea che Lorenzo Guerini e Maria Elena Boschi portano avanti nella trattativa a oltranza con minoranza dem e Forza Italia. Ma all’assemblea dei senatori Pd martedì mattina il premier chiederà un mandato pieno, ancora una volta, senza distinguo. Non un ‘aut aut’, sostengono i renziani, ma la necessità di fare sintesi e decidere dopo aver discusso. A Palazzo Chigi c’è la consapevolezza che, come ammette Guerini, “con Berlusconi non si sa mai”. Ma anche la convinzione che al leader di FI, al di là delle convulsioni elettorali, non convenga rovesciare il tavolo. Perciò in serata Renzi su Twitter ostenta tranquillità: “Sulle riforme ci siamo”, scrive. E poi presenta un ruolino di marcia in attivo: “80 euro in busta paga ok, l’Irap va giù, sono “pronti i soldi sulle scuole” e mercoledì ci si occuperà della P.a. (anche se non è previsto per l’immediato, secondo quanto si apprende, un Cdm per approvare l’annunciata riforma). Un pacchetto di mischia con cui il presidente del Consiglio vuole andare a “vincere in Europa”. Piove? “Governo ladro!”, si diverte a scherzare il premier. Ma di fronte alle fibrillazioni e a qualche rallentamento, Renzi assicura che la sua marcia del ‘fare’ prosegue, per riformare il sistema. E se Silvio Berlusconi e Beppe Grillo attaccano con sempre più violenza, è perché, ragionano i suoi, temono i sondaggi che danno in ascesa il Pd di Renzi, in vista del 25 maggio. Da Palazzo Chigi non esce comunque una parola, ma tra i renziani anche la decisione di Mediaset di annullare la presenza del premier alla trasmissione Amici, viene letta come il tentativo di arginare la crescita dei consensi. (Serenella Mattera/ANSA)

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