Siria: stragi Damasco e Homs, missione Opac su uso cloro

BEIRUT. – Altre stragi hanno insanguinato la Siria con circa 80 uccisi tra cui donne e bambini, mentre Damasco e la comunità internazionale si sono accordate per una nuova missione di ispettori incaricati di far luce su presunti attacchi con sostanze tossiche denunciati nei giorni scorsi. E dalla regione settentrionale di Raqqa giunge l’eco di nuovi orribili crimini perpetrati da bande di jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), collegati ad al Qaida, che da mesi operano di fatto come forza di contro-insurrezione contro i ribelli e gli attivisti anti-regime del movimento non violento. Sul profilo Twitter dell’Isis – l’autenticità non è verificabile – è apparsa la rivendicazione dell’uccisione per crocifissione di due uomini accusati di aver attentato alla vita di qaedisti a Raqqa. A Damasco è intanto proseguita la cerimonia delle presentazioni al parlamento delle candidature – ora 11 – per le prossime elezioni presidenziali, che vedranno la vittoria del rais Bashar al Assad anche se per la prima volta dopo più di mezzo secolo sono aperte a più candidati. Ma è di circa 80 morti, tra cui donne e bambini, il bilancio – non verificabile in maniera indipendente – di due attentati con autobomba a Homs, un bombardamento con mortaio su un istituto religioso a Damasco – entrambi attribuiti a milizie anti-regime – e raid aerei compiuti dalle forze governative su zone solidali con la rivolta. Secondo l’agenzia ufficiale Sana, quattro proiettili di mortaio sparati da terroristi hanno centrato un istituto di istruzione religioso a Shaghur, nel centro storico di Damasco, uccidendo 14 persone tra cui studenti. La Sana non diffonde le generalità delle vittime. Il governatore di Homs ha inoltre riferito dell’uccisione in tutto di 45 persone – anche in questo caso senza generalità – in due attentati dinamitardi attribuiti a terroristi nel quartiere di Zahra, abitato in prevalenza da alawiti, branca dello sciismo a cui appartengono i clan al potere da mezzo secolo. I quartieri di Homs – fulcro della rivolta sin dal 2011 – solidali con la rivolta sono quasi del tutto rasi al suolo. Dal canto loro, i Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime, riferivano dell’uccisione di 22 persone, tra cui minori e donne, in varie località della Siria prese di mira, come avviene da quasi tre anni, dai raid di aerei ed elicotteri del regime. Gli attivisti forniscono le generalità delle vittime e le foto delle loro salme, precisando i luoghi e le circostanze della loro morte. Dall’Aja l’Opac ha annunciato l’invio nei prossimi giorni in Siria di una missione conoscitiva per verificare le accuse mosse a Damasco di aver compiuto un attacco con gas cloro l’11 aprile scorso nella regione di Hama. Damasco ha accettato di ricevere la missione, respingendo però le accuse e sostenendo che alcuni Stati continuano a dare il loro supporto ai terroristi. (Lorenzo Trombetta/Ansa)