Costa d’Avorio: diamanti insanguinati, via l’embargo Onu

NEW YORK. – Li hanno chiamati “diamanti insanguinati”, utilizzati per comprare le armi che hanno ucciso migliaia e migliaia di persone nelle tante guerre civili che hanno martoriato l’Africa. Ora l’Onu ha deciso di rimuovere l’embargo, in vigore dal 2005, su quelle pietre preziose che provengono dalla Costa d’Avorio. Nella risoluzione adottata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza si riconoscono i passi in avanti compiuti dal governo e dal popolo ivoriani, anche se lo Stato rimane sotto osservazione. E’ stato preso atto che il ‘Kimberley Process’ (Kp) ha riconosciuto lo scorso novembre il rispetto da parte della Costa d’Avorio dei requisiti minimi richiesti dall’intesa sulla certificazione dei diamanti. Inoltre, ha elogiato gli sforzi del governo locale per stabilizzare la situazione della sicurezza, accelerare lo sviluppo economico e rafforzare la cooperazione internazionale e regionale. D’altra parte, però, i Quindici hanno invitato le autorità ad adottare ulteriori misure per smantellare le reti illegali e intraprendere entro i prossimi nove mesi una revisione dell’accordo di certificazione di cui fanno parte 75 Paesi, tra i quali la Costa d’Avorio. Proprio quel ‘Kimberley Process’ istituito nel 2000 per garantire che i profitti ricavati dal commercio di diamanti siano “conflict-free”, non vengano usati cioè per finanziare guerre civili. Del resto i diamanti insanguinati negli anni Novanta sono stati alla base di una serie infinita di tragici conflitti nei Paesi africani, non solo in Costa d’Avorio, ma anche in Angola, Congo, Liberia e Sierra Leone. La storia del contrabbando di pietre preziose è stata anche raccontata e portata alla ribalta in un film del 2006, ‘Blood Diamond’, con Leonardo di Caprio, che ha ricevuto cinque nomination agli Oscar. La Costa d’Avorio chiedeva da tempo la rimozione delle sanzioni, decretate dalle Nazioni Unite perché la vendita di diamanti alimentava la ribellione delle Forze Nuove. “Il governo della Costa d’Avorio rimane impegnato a cooperare pienamente con le Nazioni Unite e con la comunità internazionale per portare a termine tutte le riforme necessarie”, ha commentato il delegato del Paese africano all’Onu, ambasciatore Youssoufou Bamba. Nonostante i progressi e il parere positivo del Kimberly Process, che ha aperto la strada alla rimozione dell’embargo da parte dell’Onu, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha del resto sottolineato che “le restrizioni non hanno impedito il traffico di diamanti grezzi dalla Costa d’Avorio”. Tanto che il giro di affari annuale del commercio illegale sarebbe compreso tra i 12 e i 23 milioni di dollari. (Valeria Robecco/Ansa)