De Benedetti, Napolitano lascia presto, Renzi uomo di valore

Pubblicato il 02 maggio 2014 da redazione

DOGLIANI (CUNEO).- “Napolitano? Si dimetterà entro l’anno e si andrà al voto in autunno, dopo di lui vedrei bene un uomo alto, magro, con il fisico da corazziere: Piero Fassino. Su Renzi rivedo il mio giudizio: più intelligente che furbo. È una spugna, ha una quantità di energia mai vista, è un uomo di valore”. Parte da qui Carlo De Benedetti nell’intervista a tutto campo di Giovanni Minoli all’annuale Festival della tv e dei nuovi media organizzato a Dogliani, paese del cuneese dove l’imprenditore ha la residenza. Non solo politica, ma anche economia. Dieci a Sergio Marchionne, che ha salvato la Fiat, “per immaginazione e coraggio”, ma “quattro in comunicazione e sincerità perché Fabbrica Italia non era credibile”, zero a Romiti e “un voto da nipote” a John Elkann. Un giudizio critico sull’Avvocato Agnelli (“straordinario ambasciatore dell’Italia ma pessimo imprenditore”) e ancora più duro su Marco Tronchetti Provera, “bravo in comunicazione, ma ancora più nella rapina”. De Benedetti boccia la riforma del lavoro e promuove la tassazione finanziaria, è convinto che la riforma del Senato non si farà perché si andrà al voto prima, mentre “gli 80 euro in busta paga sono solo uno spot elettorale”. Sostiene che al capo dello Stato “il Pd sta sulle palle” e che con Grillo “abbiamo perso un comico e acquistato un fascistello populista”. Scherza sui servizi sociali di Berlusconi in una struttura Kos di Cir: “sarebbe una pubblicità eccezionale, lo tratteremmo da dio, non ne uscirebbe vivo”. Un giudizio positivo su papa Francesco: “è il papa dei nostri tempi, sta provando a cambiare le cose”. Il presidente del gruppo L’Espresso non si sottrae alle domande sulla Cir con la vicenda calda di Sorgenia, che opera nel mercato dell’energia elettrica: ammette che sono stati fatti errori ma auspica che possa continuare a operare. Quanto al socio austriaco Verbund, che ha svalutato a zero la quota, osserva che “sarebbe stato meglio se le cose fossero andate in un altro modo ma non si può costringere la repubblica austriaca a fare quello che vogliamo”. E naturalmente media e tv, tema centrale del festival, a cui tra domani e domenica parteciperanno Walter Veltroni, i direttori di Repubblica, Ezio Mauro, del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano e della Stampa Mario Calabresi, il comico Checco Zalone e il regista Pif. Su Rcs De Benedetti dice che “qualcosa cambierà anche se da concorrente sarebbe meglio che le cose restassero così”, mentre “Ferruccio De Bortoli è un ottimo direttore, ma a volte ha delle debolezze come avere dato la terza pagina a Marina Berlusconi. Io mi sarei fatto pagare”. Nessun interesse per la Rai “che tanto non sarà mai privatizzata” e che “non è titolata a chiedere il canone”.  (dell’inviata Amalia Angotti/ANSA)

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