Renzi contro sindacati e burocrati, non ci fermeranno

Pubblicato il 04 maggio 2014 da redazione

ROMA. – Matteo Renzi attacca “il sistema”, e cioè sia gli alti apparati dell’Amministrazione pubblica che i sindacati, suscitando irritazione in questi ultimi. Il premier sa che quella della PA è la riforma più difficile, e in una intervista al Corriere della Sera la definisce una “rivoluzione pacifica”, avvertendo anche che “le resistenze del sistema non ci fermeranno”. Una mossa preventiva per certi versi funzionale anche alla campagna elettorale delle prossime tre settimane. “E’ evidente – dice Renzi – che una larga parte della classe dirigente ci osteggia. E’ altrettanto evidente che noi non arretreremo davanti all’obiettivo di garantire ai cittadini una P.A. in cui si sentano ‘padroni di casa’”. Dopo che nei giorni scorsi i sindacati avevano criticato il fatto di essere stati scavalcati, a partire dall’idea della lettera inviata direttamente ai dipendenti pubblici, Renzi non retrocede: “noi non abbiamo problemi ad ascoltarli. Ma vogliamo negare che occorra un cambio radicale delle regole del lavoro?”. “Sogno un sindacato che, nel momento in cui cerchiamo di semplificare le regole, dia una mano e non metta i bastoni tra le ruote”. Accusa quest’ultima respinta da Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso. “Il Governo vuole fare tutto a scavalco delle parti sociali perché pensa solo a trovare una mediazione tra i soggetti politici. Ma questo è un comportamento lesivo dei criteri democratici che anche questo Governo deve rispettare”, si è lamentato Bonanni. I sindacati Confederali, prima ancora che sui contenuti della riforma, si sentono attaccati proprio per questo atteggiamento e sperano di far tornare il governo sui propri passi facendolo “sensibilizzare” dai numerosi ex sindacalisti (sia della Cgil che della Cisl) presenti nel Pd. Renzi ha poi puntato gli alti apparati burocratici, con tanto di ironia sugli elevati stipendi dei funzionari del Senato che hanno sollevato dubbi sulla copertura del Dl Irpef, quello che da’ 80 euro al mese agli stipendi bassi. “Se il sindacato dei prefetti – ha poi aggiunto – l’associazione dei segretari comunali e la lobby dei consiglieri provinciali si oppongono è un problema loro, non nostro”. In ogni caso questo polemica con gli “apparati” ai “conservatori” sarà uno dei leit motiv della campagna elettorale per le europee e le amministrative, che Renzi lancerà domani pomeriggio alla Direzione del Pd. Renzi vuole evitare che il Pd sia costretto a replicare alle critiche di Grillo e Berlusconi al Governo, e cercherà di attaccare a sua volta non tanto gli avversari politici ma (come ha spiegato agli esponenti della Segreteria) “agli avversari dei cittadini, a partire dagli apparati burocratici”. Insomma non intende inseguire ma costringere altri a inseguirlo. Agli alleati di governo Renzi ha poi mandato un messaggio tranquillizzante, ribadendo che l’orizzonte dell’esecutivo rimane il 2018, la scadenza naturale della legislatura. Punto sottolineato anche dai ministri Marianna Madia e Maria Elena Boschi. Un orizzonte, questo, che è anche un messaggio agli “apparati” che intendono opporsi alla riforma della P.A: essa sarà portata sino in fondo. E che non ci siano crepe su questo fronte lo assicura anche Madia: ”Siamo una squadra unita e compatta e abbiamo tante cose complicate da fare'”.  (Giovanni Innamorati/ANSA)

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