Tra Parigi e Berlino scoppia lite sul valore dell’euro

BERLINO. – La gita pianificata per godere dello spettacolo delle bianche scogliere di Ruegen, sul mar Baltico, a fine settimana, potrebbe rivelarsi più difficile del previsto: a pochi giorni dalla visita privata di Francois Hollande – il 9 maggio in Germania su invito personale della cancelliera – esplode infatti una nuova lite sull’euro fra Parigi e Berlino. La proposta del premier francese Manuel Valls, che vorrebbe ricorrere alla svalutazione della moneta europea, è stata rigettata in toni secchi dal portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, il quale ha risposto che ”il corso dell’euro non può esser materia delle politiche nazionali”. Nel weekend Valls aveva invocato la necessità di un nuovo corso della moneta unica, per aiutare la crescita dei paesi di Eurolandia in difficoltà. Ma il governo tedesco ha ravvisato in questo una sollecitazione alla Bce, che deve agire invece autonomamente – in linea con quanto previsto dai trattati – e senza lasciarsi condizionare da diktat della politica. La reazione della Bundesbank, che ha liquidato l’idea come roba da anni ’70, è stata anche più severa. ”Si tratta di una materia di competenza della Bce, che lavora a questi temi in autonomia, e alla quale noi non vogliamo dare alcun consiglio”, ha replicato Seibert in conferenza stampa a Berlino. ”Ci preoccupa quando la politica francese torna al modo di pensare degli anni ’70, quando il franco era ben lontano dall’essere una moneta stabile”, è stata invece la reazione della Bundesbank, riportata dalla Bild, che ha titolato sulla ”lite” fra Francia e Germania. La politica economica francese è da tempo nel mirino dei vicini tedeschi: Parigi è ritenuta in Germania il vero ‘Sorgenkind’ (”bambino difficile”) d’Europa: per la fragilità della sua crescita e per la flessibilità con cui vorrebbe trattare il suo deficit (recenti sono le richieste di decelerare la riduzione). Le severe valutazioni della situazione francese, su cui spesso torna la stampa tedesca, occupano anche in questo caso il dibattito sull’euro, nelle pagine della Welt, che commenta: ”L’idea che la Bce con un indebolimento dell’euro possa facilitare gli affari dell’export francese tradisce il disorientamento in cui si trova al momento la Francia”. Una leadership della Francia ”farebbe bene all’Europa – continua l’analisi -, ma si può essere alla guida solo se si ha rispetto. E al momento la Francia non conquista rispetto, al contrario”. Welt cita i Paesi che hanno affrontato le riforme migliorando la loro situazione (e nella lista l’Italia non compare) come esempio: ”Chi vuole sedersi al tavolo della trattative a Bruxelles deve fare quello che hanno fatto Portogallo, Spagna e Grecia: almeno mostrare la volontà del cambiamento. La Francia lo fa tardi e poco convinta”. Argomenti di cui forse Hollande e Merkel potrebbero esser costretti a riparlare nel corso del loro incontro, sia pur fra una gita in nave lungo la costiera nordica, e una baguette all’aringa, al porto di Stralsund. (Rosanna Pugliese/Ansa)

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