Marchionne lancia Fiat-Chrysler, e punta ad oltre 6 milioni di auto

AUBURN HILLS. – Per Fiat e Chrysler si apre ”non un nuovo capitolo”: si ”inizia a scrivere un nuovo libro”, con Alfa Romeo al centro e Ferrari ”categoricamente non in vendita”. Sergio Marchionne lancia Fiat Chrysler Automobiles, gruppo che punta a oltre 6 milioni di vendite al 2018, anche con investimenti e produzione in Italia, con Melfi che produrrà 200.000 Jeep Renegade al 2018. Si tratta di un piano ”coraggioso, di rottura con il passato” afferma l’amministratore delegato di Fiat e Chrysler. ”Mettiamo insieme vari pezzi del mosaico” aggiunge Marchionne, salendo e scendendo dal palco in varie occasioni. Dopo l’avvio dei lavori per la presentazione del piano industriale quinquennale, Marchionne torna sul palco al posto di Luca Cordero di Montezemolo per parlare di Ferrari. ”Montezemolo ha fatto un lavoro eccezionale per posizionare Ferrari” mette in evidenza Marchionne, precisando che insieme i due hanno deciso di mantenere un tetto ai volumi della Ferrari a 7.000 unità: una decisione ”volontaria” per mantenere l’esclusività del marchio, anche se potenzialmente sarebbe possibile aumentarla a 10.000 unità nel caso di aumento della popolazione ad alto reddito nei paesi emergenti e sui mercati non tradizionali. Alfa Romeo è al centro del ‘nuovo libro’ del gruppo: sul marchio del Biscione saranno investiti 5 miliardi di euro con otto nuovi modelli fra la fine del 2015 e il 2018, e un obiettivo di 400.000 vendite al 2018, in deciso aumento rispetto alle 74.000 del 2013. ”Abbiamo capito quello di cui avevamo bisogno – afferma il responsabile del marchio Alfa Romeo, Harald Wester -, ovvero resettare tutto, tornare alle origini, tornare al nostro DNA e tornare ad Alfa Romeo. Abbiamo iniziato a farlo e la C4”, con la quale Alfa torna sul mercato americano: ”è la perfetta incarnazione del dna del brand”. Fiat stima che le Alfa vendute in Nord America saranno 150.000 al 2018. Un’impennata delle vendite è attesa anche per Maserati con 6 modelli al 2018: il target è di vendite quintuplicate al 2018 a 75.000 unità dalle 15.400 del 2013. Per il marchio Jeep le vendite in cinque anni saranno più che raddoppiate a 1,9 milioni nel 2018, contro le 732.000 del 2013 (+160%): a tirare la corsa di Jeep sarà il sud America e l’Asia Pacifico. Per il marchio Fiat il target delle vendite globali è fissato a 1,9 milioni di unità al 2018, contro gli 1,5 milioni del 2013. Un obiettivo raggiunto anche con il lancio di molti nuovi modelli, solo 8 nell’area Emea, che include anche l’Europa. Le vendite per il marchio Fiat sono attese crescere in tutte le aree (con un raddoppio nell’area Nafta a 100.000), ad eccezione dell’Europa dove sono previste rimanere stabili a quota 700.000. Le vendite del marchio Chrysler sono stimate salire a 800.000 unità al 2018 contro le 350.000 del 2013. I sindacati, rappresentati ad Auburn Hills, plaudono al piano. ”E’ positivo” afferma Ferdinando Uliano della Fim Cisl, sottolineando che con gli investimenti annunciati dal 2013 al 2018 il gruppo ”investirà nel nostro paese 10 miliardi, quando il governo non riesce neanche a trovare 400 milioni per salvare Alitalia”. La Jeep a Melfi, inoltre, porterà lo stabilimento – aggiunge Uliano – verso la piena occupazione, calcolando che una cifra analoga di 500X saranno prodotte nell’impianto. Soddisfatto anche di Roberto di Maulo della Fimsic: è ”in linea con le migliore attese, non c’è nessun abbandono dell’Italia”. (Serena Di Ronza/Ansa)

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