Coni: il futuro con nuovo logo, “ci darà soddisfazioni”

ROMA. – I cinque cerchi olimpici tornano in testa a uno scudetto che assume le tonalità del tricolore, con la scritta dorata Italia e, accanto, quella del Coni in blu. Il nuovo logo del Comitato Olimpico, svelato oggi in una presentazione show nella Casa delle Armi, al Foro Italico, profuma d’antico. E’, infatti, un restyling di quello utilizzato sino al 2003, ed è stato fortemente voluto dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, che non ha mai risparmiato critiche a quello introdotto dal suo predecessore, Gianni Petrucci. ”Nel nuovo logo c’è il rispetto della tradizione e della storia – spiega il numero uno dello sport italiano-. Dobbiamo dimostrare di dare valore al mondo dello sport e, attraverso esso, al nostro Paese. Malgrado luci e ombre, lo sport è una delle poche cose a cui aggrapparsi per migliorare la vita di tutti”. E lo studio della Inarea Strategic Design ha voluto proprio ”riportare al centro il valore della cultura italiana dello sport” e ”l’orgoglio nazionale”. Con tanto di ritorno dei cinque cerchi in alto. ”Il precedente poteva non piacere – si giustifica Petrucci -, ma riportava una correzione ai cinque cerchi del Cio, non ne voleva un abuso. Non è stato un vezzo del Coni”. ”Caro Gianni anche noi abbiamo avuto delle difficoltà e abbiamo dovuto forzare un po’ la mano con il Cio”, la risposta di Malagò al termine del video di lancio, caratterizzato dallo slogan ”in quel che abbiamo vissuto c’e’ l’energia per inventare un nuovo domani” . Sullo stesso palco gli altri presidenti del Coni ancora in vita, Franco Carraro e Mario Pescante che hanno ripercorso la storia del Comitato fondato ormai cento anni fa, nella notte tra il 9 e il 10 giugno. ”Sono orgoglioso del Coni e che nessuno di quelli che l’hanno diretto siano mai stati investiti da scandali – rileva Carraro -. L’onestà è un dovere, non un merito ma ricordarlo non è male”. Tutti ricordano l’importanza del predecessore Giulio Onesti; Pescante immortala la sua presidenza nei Giochi Invernali di Lillehammer del ’94: ”Un risultato straordinario, in particolare quello della staffetta 4×10 in cui battemmo la squadra norvegese per pochi centimetri. E’ il ricordo che porto, assieme al privilegio di premiare a Sochi Armin Zoeggeler”. Petrucci, invece, sottolinea l’importanza dei tecnici federali e ”il giubileo degli sportivi con un Papa, ”sofferente” che mostrava la sua ”santità terrena”. Rivendica poi la nascita della Coni Servizi e identifica in Giulio Andreotti e in Gianni Letta le due persone ”che hanno conservato l’autonomia dello sport”. ”Quando il Coni perse l’Enalotto – spiega il presidente Fip -, si racconta che il Coni era stato debole. Ma la Coni Servizi non potevamo non accettarla, non avevamo più una lira. Il ministro Tremonti disse o questo o niente”. Malagò, invece, guarda al futuro: ”Questo logo ci permetterà di trovare risorse aggiuntive, ci può far vendere moltissimo i nostri prodotti. C’è l’oro, c’è il tricolore. C’è tutto, possiamo toglierci grosse soddisfazioni”. Ora si attendono i festeggiamenti del Centenario che inizieranno l’8 giugno – con la cerimonia ufficiale d’apertura che si terrà. al Foro Italico, il giorno successivo con Banda dell’Aeronautica e delle Frecce Tricolori – e si concluderanno il 10 giugno, con il concerto all’Auditorium del premio oscar Ennio Morricone. Già pronta la moneta celebrativa in argento: valore nominale 10 euro, cinquemila pezzi emessi. Racchiude l’essenza dello sport, su un lato il discobolo di Mirone e sull’altro la vittoria olimpica.

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