Nigeria: ostaggi violenza Boko Haram, 300 civili uccisi

Pubblicato il 07 maggio 2014 da redazione

ROMA. – Un ennesimo massacro – almeno trecento le vittime – per mano dei miliziani islamici di Boko Haram fa ripiombare la Nigeria in un incubo che sembra senza fine, così come la capacità della setta terroristica di colpire impunemente, come ha fatto un paio di giorni fa a Gamborou Ngala, nel nord-est del Paese, quasi al confine con il Camerun. Nel piccolo centro gli integralisti islamici sono arrivati a decine, armati fino ai denti, a bordo di pick-up, per attaccare quelli che ai loro occhi sono i simboli del potere centrale da abbattere ad ogni costo: uffici pubblici, il commissariato di polizia, ma anche negozi ed il mercato all’aperto. Il bilancio provvisorio, reso noto da un uomo politico locale, il senatore Ahmed Zannah, sarebbe di trecento morti, in maggioranza civili e, quindi, inermi, passati per le armi dopo un vero e proprio rastrellamento, casa per casa, ufficio per ufficio, negozio per negozio. Un ennesimo massacro che, se confermato nella cifra, porta il totale delle vittime di Boko Haram da gennaio ad oggi ad oltre 1.500. L’attacco a Gamborou Ngala non è il primo nella zona, come testimoniano le stragi compiute nel non lontano centro di Maiduguri quasi una città simbolo per la Nigeria. Dietro questi attacchi, secondo alcuni analisti, ci sarebbe la volontà di Boko Haram di colpire quelle comunità che, per ribellarsi alla setta, si sono dotati di unità di autodifesa, intensificando la collaborazione con l’esercito che, a sua volta, non sembra in grado di dare concretezza alla sua nettissima superiorità numerica ed in termini di armamenti, arrivando sul posto solo dopo che le stragi hanno avuto luogo. Così come lampante è l’impotenza del potere centrale per mettere fine ai continui sequestri di ragazze che, quasi in trecento, sono ancora in mano ai miliziani che le hanno rapite da scuole e case. In tutto il mondo si sono levate voci che condannano i rapimenti e la mobilitazione sembra essere ormai a livello mondiale: dal presidente americano Barack Obama alla Gran Bretagna che ha annunciato l’invio di consiglieri speciali in aiuto al presidente, dalla Francia che ha messo a disposizione una “squadra specializzata” nella ricerca delle ragazze all’Onu che ha presentato un progetto per migliorare la sicurezza nelle scuole nigeriane, fino ad Angelina Jolie. Ma la rabbia appare infrangersi contro l’arroganza del capo militare di Boko Haram, il sanguinario ed imprendibile Abubakar Sheauku, che in un lunghissimo video (quasi un’ora) non solo ha rivendicato i rapimenti ma ha anche sghignazzato all’indirizzo dei vertici della repubblica nigeriana, con il presidente Goodluck Jonathan in testa, promettendo di vedere la ragazze rapite ai mercanti del sesso di Camerun e Ciad.

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