Rai: verso riforma canone per equità e contro evasione

ROMA. – La riforma del canone Rai non è stata archiviata. Anzi, l’ipotesi a cui lavora il governo è di approvarla dopo le elezioni europee, sempre che si trovi il modo per garantire equità e certezza di riscossione, evitando il rischio di essere invasivi nei confronti dei cittadini. Che il governo sia in marcia in quella direzione lo confermano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il collega allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli. L’ipotesi di allegare il canone alla bolletta elettrica “non è stata per niente accantonata”, spiega Delrio a ‘Panorama’, aggiungendo che la rimodulazione partirà solo quando sarà recuperata l’evasione. La proposta del canone in bolletta, che vede le associazioni dei consumatori già sul piede di guerra, è solo una di quelle a cui si lavora. Tra le altre, anche il collegamento della tassa con l’abitazione, che sembra avere poche chance a sentire Giacomelli, ospite del convegno ‘La Rai dei cittadini’ organizzato da Civiltà cattolica. “A chi la proponeva – ha detto all’Ansa a margine dell’incontro – ho risposto che avrei comprato il biglietto per assistere alla reazione di Renzi quando lo avrebbe saputo”. ”Dobbiamo fare una riforma del canone che instauri un rapporto positivo con la tassa, garantisca equità e elimini il dato imbarazzante dell’evasione. Questo – ha spiegato nel suo intervento Giacomelli – si fa solo cambiando radicalmente le modalità di riscossione, perchè con questa modalità occorrerebbero sistemi troppo invasivi”. L’ipotesi è quella di un canone rapportato alla capacità di spesa, escludendo quindi ogni riferimento al reddito e di conseguenza un inserimento nella fiscalità generale. Giacomelli difende quindi le scelte del governo, con il taglio di 150 milioni di euro, che apre la strada alla vendita di una parte minoritaria delle torri di Rai Way e all’accorpamento delle sedi regionali. “Il punto – dice – non è chiudere le sedi, ma valorizzare meglio quell’asset facendo qualche sforzo in più”. I risparmi potrebbero anche riguardare le testate. “Penso alla tripartizione delle reti – afferma il sottosegretario -: sono scomparsi gli editori di riferimento ma è rimasta la struttura”. A dover tradurre tutto in fatti, sarà il direttore generale, Luigi Gubitosi, che domani andrà in Consiglio di amministrazione per discutere della quotazione di Rai Way e del nuovo piano industriale. “Abbiamo avuto dal cda il mandato di lavorare nelle prossime sei-otto settimane sul nuovo piano industriale e questo sarà quello che verrà fatto”, afferma, prima di smentire le indiscrezioni sui tagli al personale: “Sono circolate ogni tipo di voci e francamente non me ne risulta vera nessuna”. I sindacati restano però sul piede di guerra. “È giusto mobilitarsi contro una logica che mira a determinare risparmi applicando tagli lineari che puniscono non solo i lavoratori, ma gli utenti stessi del servizio pubblico”, afferma il segretario Cgil Susanna Camusso in un messaggio indirizzato a tutti i lavoratori della Rai in occasione dell’assemblea pubblica organizzata dall’Usigrai domani per protestare contro i tagli. (Michele Cassano/ANSA)

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