Papa: allerta 007 Israele per atti anticristiani

TEL AVIV.- Atti di odio anticristiano da parte di estremisti ebrei durante la visita di fine maggio del Papa in Terra Santa. E’ quanto temono gli 007 israeliani dopo l’ultimo episodio di lunedì scorso quando a Gerusalemme è stata imbrattato il muro davanti l’ufficio dell’Assemblea degli Ordinari cattolici presso il ‘Notre Dame’, edificio del Vaticano che sorge proprio di fronte la Città Vecchia. Con lo spray è stato scritto ‘Morte agli arabi e ai cristiani e a tutti coloro che odiano Israele’: il tutto sormontato dalla Stella di Davide. Un episodio duramente condannato dai Vescovi di Terra Santa, che hanno parlato di un”’ondata di fanatismo e intimidazione” contro i cristiani ”che continua”. Già a fine aprile il Patriarcato latino di Gerusalemme aveva denunciato ”un’ondata di violenze anti-cristiane e di atti di vandalismo”, avvenuti tutti in Galilea ad opera ”di una dozzina di giovani, tra i 13 e i 15 anni, vestiti come gli ‘ebrei religiosi ortodossi’ e provenienti dalla ‘fonte di Giobbe”’. E anche una ”lettera di minacce”, giunta al Vicariato patriarcale di Nazareth, firmata da un rabbino della zona, poi arrestato dalla polizia. Di fronte ai nuovi eventi il Custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa non ha esitato con l’Ansa a definire ”preoccupante” la situazione, e ”più radicata di quanto pensassimo”. Ed oggi la polizia e lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno israeliano) hanno lanciato l’allarme sulla possibilità che gli estremisti di destra possano sfruttare il viaggio del pontefice (24-26 maggio) per compiere atti razzisti in modo da attirare l’attenzione dei media. Come obiettivi: popolazione o luoghi cristiani nei confronti dei quali – hanno sottolineato i media – i vari distretti di polizia sono stati istruiti per aumentare l’intelligence e le indagini fino alla fine della visita di Bergoglio. Pizzaballa ha sottolineato che ”da parte delle istituzioni israeliane c’è nervosismo e irritazione” di fronte agli episodi, ma ”la destra radicale israeliana ignora tutto. Sono mondi completamente diversi”. Non a caso il ministro della sicurezza pubblica Yitzhak Aharonovitch (destra nazionalista) ha definito i ‘price tag’, gli atti di razzismo antiarabo che colpiscono anche i cristiani, ”terrorismo”. E contro i presunti autori ha invocato l’uso di uno strumento giuridico particolare – di norma usato nei confronti di palestinesi sospetti – come la ‘detenzione amministrativa’ che permette l’arresto senza la formulazione di un’accusa precisa o un processo. Una situazione giudicata grave anche dal ministro della giustizia Tizpi Livni che ha detto di aver fatto pressione sulla polizia per arrestare il fenomeno, diffusosi dalla Cisgiordania anche in Israele stesso. Il quotidiano Haaretz ha riportato stime dei servizi di sicurezza secondo cui sarebbero circa 100 le persone coinvolte negli atti razzisti contro palestinesi e arabi israeliani, ma senza citare quelli contro cristiani. In quel caso, gran parte dei colpevoli – ha sostenuto – sarebbero noti come estremisti di destra della colonia di Yitzhar, a sud di Nablus, e di avamposti a nord di Ramallah e a sud delle colline di Hebron, tutti in Cisgiordania. Gli attivisti – secondo il quotidiano – avrebbero come base le idee del rabbino estremista Yitzchak Ginzburg. ”Molti dei suoi studenti – ha sostenuto il giornale – studiano nella scuola rabbinica di Yitzhar, ma è probabile che ci siano altri rabbini coinvolti”. ”Ginzburg non è noto – ha proseguito Haaretz – per essere familiare con i dettagli di questi incidenti e non ha ricevuto rapporti su questi”. Sul tema specifico anticristiano, la lettura di Pizzaballa è che sono ”atti che donano visibilità e forza negli ambienti degli estremisti”. Ci sono ”passaggi nuovi. Mentre prima eravamo abituati a fatti estemporanei, ora questi – ha concluso dopo aver detto che il Vaticano ”è informatissimo” sugli ultimi sviluppi – ci fanno capire che la cosa è più radicata di quanto pensassimo”. (Massimo Lomonaco/Ansa)

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