Giro d’Italia: salite e amarcord, da Belfast pensando a Pantani

NAPOLI. – Da lassù, o dovunque stia riposando, Marco Pantani starà facendo un sorriso dei suoi al cospetto di questo Giro d’Italia che sembra fatto apposta per lui che sulle salite si esaltava. Sì, perché nella 97/a edizione della Corsa rosa – al via domani con una cronoprologo a squadre da Belfast, Irlanda del Nord – si sprecano i riferimenti e i ricordi delle imprese del Pirata. E perché a farla da padrona, lungo i 3.445 chilometri della corsa dal sapore epico che da sempre appassiona gli italiani, sono proprio le salite. Ce ne sono ben sette di arrivi in alta montagna con cime importanti come il Gavia, la cima Coppi (su quello Stelvio saltato lo scorso anno per il maltempo), e il temutissimo Zoncolan, dove probabilmente si decideranno le sorti del Giro al termine di una terza e ultima settimana che si annuncia durissima. E’ il Giro dei ricordi: al Pirata, a dieci anni dalla tragica morte, saranno dedicate l’ottava tappa (da Foligno a Montecopiolo) che passa per quel Cippo di Carpegna dove il romagnolo era solito allenarsi, e la 14/a con arrivo sulla salita di Plan di Montecampione che gli sarà intitolata. Ma il film dei ricordi lo vede protagonista anche in occasione dell’arrivo a Oropa, dove il Pirata nel ’99 fu costretto a fermarsi a 10 km dall’arrivo al Santuario dal salto della catena della bici salvo poi tornare sugli avversari e vincere per distacco. Ma non sarà solo il Giro dei ricordi: l’assenza di alcuni big (su tutti Alberto Contador, Chris Froome, Alejandro Valverde e la maglia rosa del 2013, Vincenzo Nibali) se da un lato è un impoverimento, dall’altro aumenta l’incertezza e l’equilibrio. L’uomo da battere – anche per i bookmaker – è il 24 enne Nairo Quintana, al debutto al Giro. Il colombiano che ama le donnine grassocce di Botero, nel suo palmares vanta un secondo posto al Tour 2013 e in questa stagione è stato secondo anche alla Tirreno-Adriatico. Ma dietro di lui non c’è il vuoto: sono almeno cinque i corridori in grado di contendergli la maglia rosa. A partire dal ‘Purito’ Rodriguez: lo spagnolo, ormai 35 enne, vuole aggiungere un trofeo importante alla sua carriera e agguantare finalmente quel Giro sfuggitogli per soli sedici secondi nel 2012 dietro la sorpresa Hesjedal. Per questo ha svolto una preparazione specifica e può contare su una squadra costruita attorno a lui. Sempre che abbia superato i problemi fisici che lo hanno condizionato a inizio anno. Un’incollatura sotto nei favori del pronostico partono il colombiano Rigoberto Uran, campione olimpico e secondo l’anno scorso dietro Nibali, il veterano australiano Cadel Evans, nel 2013 buon terzo, l’outsider irlandese Nicholas Roche e l’azzurro Michele Scarponi. A lui, che il Giro lo ha vinto a tavolino nel 2011 per la squalifica di Contador, sono affidate le speranze azzurre. Ma occhio anche alle giovani speranze Fabio Aru, Diego Ulissi e Moreno Moser che proverà a ricalcare le orme dello zio Francesco 28 anni dopo la sua ultima presenza al Giro. Si parte con la crono a squadre tracciata sui 21,7 chilometri del circuito cittadino di Belfast, con gli ultimi in leggera salita e qualche curva impegnativa. Ma è solo l’inizio di una lunga avventura che si chiama Giro.