Per la prima volta a Baires “Cinema Made in Italy”

BUENOS AIRES.- Dopo New York, Tokyo e Londra, approda per la prima volta a Buenos Aires ‘Cinema Made in Italy’, la rassegna che punta a rilanciare il cinema in Argentina, da sempre paese appassionato a registi, attori e produzioni italiane. La kermesse si è aperta ieri notte, prima con un ricevimento presso la sede dell’ambasciata, poi con la proiezione del film d’apertura, “L’Arbitro”, coproduzione italo-argentina con BD CINE (Daniel Burman e Diego Dubcovsky), alla presenza del regista sardo Paolo Zucca e dei protagonisti Jacopo Cullin e Benito Urgu. “Il cinema ha un ruolo strategico nei rapporti bilaterali, Italia e Argentina hanno una grande tradizione nel settore e non sono pochi i nostri capolavori che sono stati d’ispirazione ai registi argentini”, ha sottolineato l’ambasciatore, Teresa Castaldo, ricordando tra l’altro la ‘sezione italiana’ presentata a marzo nel festival ‘Pantalla Pinamar’, oltre all’ importanza di futuri “accordi di coproduzione, con rilevanti ricadute sul fronte economico-commerciale”. La rassegna conferma il ritorno da protagonista del miglior cinema italiano, dopo la difficile fase una fase degli anni ’80 e ’90, sottolineano d’altra parte quotidiani quali La Nacion e Clarin, che parla per esempio di un appuntamento “imperdibile”. A ospitare ieri “L’Arbitro” e gli altri film presenti (fino al 14 maggio) è il ‘complesso Cinemark’ di Palermo, uno dei quartieri più vivaci della megalopoli argentina. ‘Cinema Made in Italy’ si snoda tra il dramma e la commedia, mettendo in evidenza le diverse realtà odierne del paese. Molte le opere prime presenti in diversi festival internazionali. Oltre a “L’arbitro” ci sono il vincitore del Leone d’Oro al festival di Venezia 2013, “Sacro Gra”, di Gianfranco Rosi, e “Via Castellana Bandiera”, la cui protagonista, Elena Cotta, ha vinto il premio quale miglior attrice a Venezia l’anno scorso. Tra gli altri film, “Salvo”, vincitore della Semaine de la critique a Cannes 2013, “Viva la liberta’” di Roberto Ando’ ed “E’ stato il figlio” di Daniele Cipri’ interpretati da Toni Servillo. Oltre che dall’ambasciata, la rassegna conta con il sostegno dell’Istituto Luce Cinecittà, dell’Istituto italiano di cultura e dell’Incaa, l’Istituto nazionale argentino del cinema e le arti audiovisive.

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