Turchia: é strage in miniera, si temono oltre 150 morti

ANKARA – Una vera e propria strage: tra i 70 e 157 morti. E’ il tragico bilancio dell’esplosione nella miniera di carbone a Soma, trasformatasi in prigione per 200 minatori bloccati a duemila metri di profondità.

Se sul numero esatto delle vittime non ci sono certezze, il sindaco di Manisa ha parlato di 157 morti, l’unità disastri parla di 70 vittime, non vi è alcun dubbio sulla tragedia che ha colpito la Turchia. Ed ha spinto il premier Recep Tayyip Erdogan ad annullare una visita all’estero.

La corsa contro il tempo per salvare i minatori, che indossavano maschere a antigas con un’autonomia fra i 45 minuti e un’ora e mezza, è iniziata alle 19. E di fronte alle riserve di ossigeno sempre più scarse i soccorritori hanno continuano a pompare aria fresca verso le gallerie in profondità. Ma non è bastato.

Secondo il governatore provinciale Bahattin Atci, fra 200 e 300 minatori sono rimasti bloccati a quattro chilometri dall’ uscita in fondo alla miniera di carbone, proprietà di una società privata. I soccorritori hanno iniziato a raggiungere alcuni dei minatori, vivi. Ma con il passare del tempo hanno estratto anche molti corpi ormai senza vita. Le informazioni su quanto accaduto sono imprecise e frammentarie, se non contraddittorie.

L’incidente si è prodotto durante un cambio di turno. Secondo l’emittente Ntv l’esplosione, avvenuta a due chilometri di profondità, sarebbe dovuta a un cortocircuito. Le gallerie sono state invase da fiamme e fumo spesso. Al momento dell’incidente in fondo alla miniera c’erano 580 minatori. Circa 300, che si trovavano in altre gallerie, hanno potuto fuggire subito. I soccorritori sono stati divisi in quattro squadre, che continuano a lavorare senza sosta nel disperato tentativo di fare estrarre dalle viscere della terra i sepolti vivi.

 

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