Immigrazione: Bruxelles: “Dite cosa volete”; Alfano: “Ridicoli”

Pubblicato il 13 maggio 2014 da redazione

ROMA – Nuova tragedia, vecchia polemica. Dopo il naufragio sulla rotta Tripoli-Lampedusa, 17 morti – tra cui 12 donne e 2 bambine, una di pochi mesi e una con meno di due anni – tiene sempre banco lo scontro tra Italia e Europa.

– Abbiamo chiesto a Roma cosa vuole, ma non ci ha risposto – attaccano da Bruxelles.

– Dichiarazioni ridicole. Chiedono letterine di fronte ai morti – replica rabbioso il ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

Arriva poi una telefonata chiarificatrice. Intanto, le salme sono giunte a Catania, trasportate dalla fregata Grecale della Marina Militare insieme ai 206 superstiti. Il comandante, Stefano Frumento, ridimensiona il numero dei dispersi; se in un primo momento si era parlato di centinaia di persone, l’ufficiale sottolinea che queste navi portano da 200 a 250 migranti. Il che ridurrebbe a qualche decina il numero dei dispersi. Due persone sono state identificate come sospetti scafisti.

L’Unhcr stima che quest’anno oltre 170 persone siano morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa. Il dibattito fra Italia e Ue lo accende Michele Cercone, portavoce della commissaria europea Cecilia Malmstrom, ormai in scadenza come il resto della Commissione.

– Malmstrom – ricorda Cercone – a marzo ha inviato una lettera alle autorità italiane dando la disponibilità della Commissione per verificare quali altre misure concrete possano essere messe in campo. Ma da allora non abbiamo ricevuto indicazioni precise. Siamo qui – aggiunge – per ascoltare le autorità italiane, per sostenerle e aiutarle, ma non possiamo sostituirci a loro. Ci devono dire cosa si attendono da noi e dalla Commissione Ue.

Risponde subito Alfano, che parla di “presa in giro”.

– Ma ci facciano il piacere, la smettano. Le dichiarazioni della Commissione – s’inalbera – sono tra il provocatorio ed il ridicolo. Ho un appuntamento telefonico con la Malmstrom e le dirò a voce quello che ho già detto nei vertici europei. E cioè le quattro richieste del Governo: l’accoglienza umanitaria bisogna farla in Africa, l’Europa deve andare lì; il soccorso in mare deve farlo l’Europa attraverso Frontex; la sede di Frontex deve essere in Italia; la possibilità per i migranti arrivati in Italia di ricevere asilo politico in altri Stati europei. Senza questi interventi – minaccia – lasceremo andare i migranti nei Paesi in cui intendono trasferirsi.

Dopo lo scontro arriva la telefonata tra i ‘duellanti’. Malmstrom fa sapere di aver “avuto una conversazione telefonica costruttiva e aperta col ministro Alfano, cui ho espresso ancora una volta le mie condoglianze per i recenti tragici eventi e la riconoscenza della Commissione Ue per l’eccellente lavoro che l’Italia sta facendo per assistere i migranti e salvare vite umane”

– . Ho reiterato al ministro – prosegue – la disponibilità della Commissione ad aiutare e sostenere l’Italia nei suoi sforzi per la gestione della crescente pressione migratoria e di richiedenti asilo. Ho anche detto al ministro che la Commissione è al corrente del punto di vista italiano e che non ha mosso alcuna critica alle autorità italiane. Ho infine spiegato ad Alfano – conclude – che la lettera inviata il 14 aprile aveva il solo scopo di chiedere in che modo possiamo fornire ulteriore assistenza e di identificare e garantire al meglio risposte congiunte alle sfide immediate che ci attendono.

L’imminenza delle elezioni europee amplifica la polemica politica. In prima fila, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che prende di mira il premier.

– Renzi – accusa – è complice dei morti, ce li ha sulla coscienza, l’operazione Mare nostrum significa complicità in questa strage. Quanto ad Alfano – aggiunge – si dovrebbe dimettere.

Per Maurizio Gasparri (Fi), “Renzi sta commettendo una sciocchezza colossale insistendo con l’operazione Mare Nostrum”.

Velenosa Giorgia Meloni (Fdi).

– Ma se Alfano – ricorda – non sapeva del rimpatrio di Shalabayeva e dei rischi di Fiorentina-Napoli, poteva accorgersi della lettera Ue sugli sbarchi

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