Berlusconi: “Furiosi e disgustati”. Napolitano lo gela

ROMA  – Nel 2011 “sono stato vittima di un colpo di Stato” ed è “gravissimo” che le più Alte Cariche dello Stato restino in silenzio. Silvio Berlusconi va all’attacco sin dal primo mattino e torna a puntare il dito contro Giorgio Napolitano e Matteo Renzi colpevoli, dice, di non aver detto nulla su quanto rivelato dall’ex ministro del Tesoro Usa Timothy Geithner. Un duro attacco a cui il Quirinale decide di replicare, rompendo il silenzio con una lunga e dettagliata nota in cui si ripercorre quello che accadde nel novembre 2011.

“Le dimissioni di Berlusconi vennero motivate ad eventi politico-parlamentari italiani”, mette in chiaro il Capo dello Stato precisando poi che gli episodi citati dall’ex ministro statunitense “sono relativi a riunioni tenutesi nell’autunno del 2011, di consessi europei e internazionali cui il Presidente italiano – al pari degli altri Capi di Stato non dotati di poteri esecutivi – non aveva titolo a partecipare e non partecipò”.

Il Capo dello Stato evita di replicare direttamente all’ex capo del governo, ma nel lungo comunicato fa trasparire l’irritazione per essere chiamato in causa su vicende che non lo riguardano: Il Quirinale non sapeva nulla di “pressioni e coartazioni subite dal presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente evocati fu mai portato a conoscenza del Capo dello Stato”. Un argomento sul quale é intervenuta la cancelleria di Berlino chiarendo che La Germania collabora “in modo amichevole e cooperativo con tutti i governi italiani”.

Parole però che non bastano al Cavaliere. Approfittando di una manifestazione di Forza Italia con Antonio Tajani, Berlusconi torna a calcare la mano definendo la “situazione attuale peggio di quella del 1992”, facendo riferimento a Mani Pulite. E non esita a definirsi “deluso, disgustato ma anche furioso” non solo “per quanto fatto da Renzi ma anche per quello che è accaduto ieri”.

Ed è proprio per questo che l’ex capo del governo torna a parlare di “Colpo di Stato”.

– Ne abbiamo subiti quattro – dice – partendo dalla sua discesa in campo.

Il Cavaliere è un fiume in piena, torna a chiedere l’elezione diretta del Capo dello Stato:

-Basta con queste elezioni di presidenti della Repubblica che avvengono di notte dopo che a scegliere sono i soliti 4 segretari dei partiti.

Berlusconi non risparmia accuse nemmeno alla magistratura:

– Dopo 20 anni mi ritrovo a non essere più un uomo libero.

Ed in particolare se la prende con Md che ha avuto come “regalo” la possibilità di poter usare “la polizia giudiziaria come un proprio strumento che agisce con segretezza, senza che nessuno, nemmeno i nostri servizi segreti, possano sapere quello che fa”. Accuse pesanti, quelle di Berlusconi, che solo per un attimo sembra fermarsi precisando di non poter “attaccare la magistratura e nemmeno il Capo dello Stato” altrimenti – sottolinea- il rischio è quello di “dover andare ai domiciliari o di finire nel carcere di San Vittore”.

L’ex premier si sente perseguitato e vittima di un complotto di cui fa parte anche la sinistra che da “20 anni prova a togliermi di mezzo”. L’esempio che cita è quello della legge sulla par condicio: “fatta contro di me” così come quella sul finanziamento al partito.

– Il Pd – accusa – ha le feste per finanziarsi e le cooperative, l’unico che aveva Forza Italia era ‘il signor Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere invita quindi a donare fondi al partito: “siamo senza un soldo” ed io “mi ritrovo con una fidejussione di 87 milioni di euro”.

 

 

Condividi: