Crisi: lo spread sfiora 190, pesa l’incognita del voto

ROMA – Il timore di scossoni dopo il voto europeo, con la possibile affermazione delle forze politiche anti-euro, spaventa i mercati: lo spread Btp-bund vola ai massimi da marzo e torna la volatilità, nonostante le attese crescenti di un intervento della Bce a giugno.

Il differenziale di rendimento del decennale italiano rispetto al bund tedesco ha sfiorato di un soffio quota 190 ed è in forte rialzo rispetto ai 145 punti base di soli 10 giorni fa. Gli operatori parlano di ordini di vendita sui titoli italiani e spagnoli, con lo spread del Paese iberico a 166: il rendimento del Btp è schizzato solo ieri di 14 punti base al 3,20%, per chiudere a 3,14% con uno spread a 180.

Pesa il risultato deludente del Pil dell’Eurozona della scorsa settimana, con la Francia stagnante e Italia e Olanda tornate addirittura in negativo. Ma soprattutto c’è il timore di un esito delle europee che potrebbe innescare turbolenze e perdite sui titoli dei Paesi più in tensione.

Felix Herreman, analista di Dz Bank, spiega che “gli investitori potrebbero prendere posizioni più prudenti prima delle elezioni”, ma parla anche di prese di profitto dopo un “rally massiccio” dei titoli di Spagna o Italia nei mesi scorsi.

– Il rialzo dei rendimenti – dice Herreman – comunque non durerà troppo, visto che tutti si aspettano che la Bce lanci alcune ulteriori misure non convenzionali.

Il 90% degli economisti sentiti dalla Bloomberg si aspetta una manovra di politica monetaria espansiva a giugno, con un taglio dei tassi atteso mediamente allo 0,15% (da 0,25% attuale). E avanza l’ipotesi di tassi negativi sui depositi bancari. Ieri Peter Praet, membro del consiglio esecutivo Bce, ha detto che la probabilità di un intervento della Banca centrale europea a giugno è “considerevolmente aumentata”, per “essere preparati di fronte a un rischio residuale di deflazione”.

Ciò nonostante, sui mercati ha prevalso la prudenza, con molti operatori pronti a vendere titoli italiani, spagnoli o greci, per non rischiare perdite con l’avvicinarsi del voto del 25 maggio. Gli scossoni potrebbero partire dalla Grecia, dove un’affermazione delle opposizioni mette a rischio la tenuta del piano di salvataggio e del programma di risanamento dei conti pubblici: il Pasok, che tiene in piedi la coalizione del primo ministro Antonis Samaras, in base ai sondaggi sarebbe appena al 5,5% diventando il sesto partito.

Chiusura contrastata per le borse europee, con Francoforte e Parigi in rialzo di uno 0,3% e Madrid e Milano maglie nere (-1,6% per Piazza Affari). Pesano le banche – anche per il riflesso delle perdite dei Btp che hanno in pancia – dopo il maxi-aumento di capitale annunciato da Deutsche Bank (-1,78%): a Milano, Unicredit chiude a -3,20%, in una seduta indebolita anche dai numerosi stacchi di cedole. Eni chiude a -2,95%.

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