Napolitano: “Sulle elezioni non entro; Renzi ha molto da fare”

Pubblicato il 19 maggio 2014 da redazione

GINEVRA  – Le elezioni europee stanno avvicinandosi, il clima tra i partiti è rovente, i toni sempre più alti. E il presidente della Repubblica si tira fuori dall’arena politica. Lancia solo piccoli messaggi di tranquillità e ricorda a tutti che in campo, nonostante le elezioni, ci sono mille problemi da risolvere. Anzi, ci sono provvedimenti che Governo e Parlamento devono chiudere al più presto.

Giorgio Napolitano vola a Ginevra, prima tappa di una sua visita in Svizzera, e sceglie di incontrare i funzionari italiani alle Nazioni Unite. Parla con loro di immigrazione, della ”sordità” europea nel mostrare ”solidarietà” nell’affrontare il crescente flusso di profughi e richiedenti asilo. Dei pericoli libici dove potrebbero ripetersi gli scenari del passato quando Muammar Gheddafi apriva e chiudeva i rubinetti dei barconi ricattando l’Italia.

Ma il capo dello Stato sa bene che dovrà affrontare nuovi impegni e probabili fibrillazioni il giorno dopo le elezioni europee. Oggi quindi è il momento di tacere; poi dal 26 maggio il pallino del gioco potrebbe tornare al Quirinale dove sarà svolta una lettura attenta del voto europeo. In attesa rimane imperturbabile anche con i giornalisti. ‘

– Presidente, ma in Italia a cinque giorni dalle europee si parla solo di politica interna… – gli chiedono mentre sta lasciando il palazzo ginevrino dell’Onu.

– Ma no, le tematiche europee stanno venendo fuori – replica conciliante confermando che il Colle con queste elezioni non c’entra. Parola ai partiti e, domenica ai cittadini -. Non parlo di questa fase interna dell’Italia che ha una contornazione di fondo non molto brillante e a pochi giorni dalle elezioni europee io mi tengo ben lontano…, – aveva spiegato poco prima nella sala della biblioteca delle Nazioni Unite.

Tra un incoraggiamento ai diplomatici italiani a non lasciarsi prendere dalla ”frustrazione” e una sottolineatura della linea italiana sull’Ucraina improntata alla prudenza e al dialogo con Mosca, Napolitano non dimentica mai i mali dell’Italia, ora congelati dalla campagna elettorale.

Prende spunto dal sistema sanitario nazionale per ricordare quanto sia difficile in Italia intervenire senza sollevare la reazione irate delle categorie più diverse.

– Razionalizzare significa sempre usare anche un po’ di bisturi, il che provoca alte grida anche quando si tratta di tagliare rami secchi – ha spiegato.

Una constatazione che ha portato il presidente quasi a compatire chi siede a palazzo Chigi per la mole del lavoro che l’attende.

– Ha un bel carnet di problemi da affrontare questo governo… – osserva il Capo dello Stato richiamando al realismo quanti in patria volano un po’ troppo alto.

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