Province, nel 2012 le entrate oltre gli 11 miliardi

ROMA – Il quadro economico delle Province ha registrato in prevalenza il segno meno nel 2012, probabilmente in coincidenza con il rullio di tamburi sulle prospettive future di questi enti già delineate in quel periodo con il dl 201 di riordino varato dal governo Monti (naufragato poi in Commissione Affari Costituzionali del Senato a dicembre di quell’anno), primo tassello della progressione che ha poi portato alla recente legge Delrio.

Uno screening particolareggiato dell’andamento economico delle Province lo ha fatto l’Istat, con un report che ha vagliato i bilanci consuntivi degli enti. Un primo dato significativo è costituito dalla flessione delle entrate, scese del 5,5% a poco più di 11 miliardi di euro rispetto al 2011. Da questo dato discende un -3,9% delle entrate in conto capitale (soprattutto trasferimenti e vendita di beni patrimoniali) e addirittura un -37,2% delle entrate per l’accensione di prestiti.

I progetti di rimodulazione di questi enti, sommati alle manovre di spending, sono molto probabilmente alla base della frenata della quota di contributi e trasferimenti, ridottisi in quell’anno di oltre il 35%; contestualmente il quadro complessivo ha evidenziato un +55,8% per la quota delle entrate tributarie, al pari di quelle extra-tributarie (+9,1%).

Tuttavia le quote delle spese per il personale (27,7% delle spese correnti) e delle spese per l’acquisto di beni e servizi (47,6% di quelle correnti) hanno archiviato una lieve crescita (+0,5% percentuali in entrambi i casi). Ma uno dei dati più significativi rimane quello dell’autonomia impositiva (rapporto tra entrate tributarie e entrate correnti), che nel 2012 è passata, rispetto al 53,8% di dodici mesi prima, al 55,8%. Questo andamento è cresciuto di più nelle realtà del Nord-Ovest (+5,6 punti percentuali), seguite da quelle del Sud (+2,5 punti percentuali) e delle Isole (+2,1 punti percentuali); in controtendenza le amministrazioni del Nord-Ovest e del Centro, calate rispettivamente di 2,2 e 0,2 punti percentuali.

A livello territoriale sono state le Province del Molise quelle che più di altre hanno incassato dalle tasse, grazie a un’autonomia impositiva pari all’83% (+37,3 punti percentuali rispetto all’anno percentuale); a seguire la Lombardia (con il 73,4%, +11,7 punti percentuali) e il Lazio (72,8%, +0,9). I valori più bassi li hanno invece mostrati, al pari del 2011, il Friuli-Venezia Giulia, con il 12,1% (in calo di 3,6 punti percentuali), la Sardegna con il 35,2% (-2,8 unti percentuali) e la Basilicata con il 36,1% (+8,7 punti percentuali).

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