Roig: “La ‘dirección correcta’ es la unificación cambiaria”

Pubblicato il 20 maggio 2014 da redazione

CARACAS- El presidente de Fedecámaras, Jorge Roig, señaló que “la dirección correcta es avanzar hacia un sistema único de cambio” y acotó que es necesario resolver los problemas que hay en los sectores de alimentos y medicinas.

Asimismo, indicó en la sección de entrevistas del Noticiero Televen que “los peores enemigos hoy del presidente Maduro no están en el sector empresarial, sino que están adentro y además de la ultraizquierda” y comentó que los empresarios y el Gobierno se están reconociendo.

“En las mesas (económica de diálogo por la paz) se tiene que devolver la confianza. No puedes acelerar el carro con la izquierda y con la derecha frenar al mismo tiempo. Arrancas dando buenas señales en la economía, pero al mismo tiempo hacen unas inspecciones y se vanaglorian todos los días de que han hecho 2.700 inspecciones que prácticamente son unos juicios sumario”, agregó.

Apuntó que el presidente de la República, Nicolás Maduro, “heredó un problema. Un poco de gente habla de que parece que Maduro fuese el culpable de todos nuestros males. No, el problema de nuestros males fue un modelo económico impulsado por un gobierno anterior al cual el presidente Maduro no puede echarle la culpa, pero él es el heredero de la mayoría de los problemas que tenemos todos los venezolanos”.

“La inflación no se produce por los márgenes de ganancia de un comerciante que pueda subir los precios, ésta se produce porque hay pocos bienes y hay mucha gente que los quiere comprar y en vez de atacar el problema de fondo que es incentivar el aparato productivo, reducir las importaciones, lo que están haciendo es todo lo contrario”, sumó el Presidente de la cúpula empresarial.
Sostuvo que los venezolanos “están dispuestos a pagar la inflación por un tiempo determinado con tal de conseguir el producto” y precisó que “el Gobierno debe decidir por qué camino se mete”.

 

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

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