Europee, s’infiamma la campagna elettorale

ROMA – Lo spread irrompe nella campagna elettorale e, ad una manciata di giorni dal voto per le europee, l’andamento del barometro della fiducia dei mercati sulle prospettive dell’Italia non pare un bel segnale per nessuno. Né per il Pd, e per il governo, e tantomeno per il M5s la cui vittoria elettorale potrebbe essere all’origine dei timori delle piazze finanziarie.

Il differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi è infatti tornato a peggiorare dopo mesi di consolidamento verso il basso: ieri è arrivato a toccare anche quota 200 quando l’ultimo record negativo, a quota 190, risaliva ancora a due mesi fa. Segno che i mercati hanno paura. E che vanno rassicurati. Lo fa il Capo dello Stato.

– All’Italia serve serenità e fiducia – avverte -. E dunque, – aggiunge – non bisogna mai lasciarsi impressionare da manifestazioni di insufficienza istituzionale e politica, né dai problemi economici.

Lo fa il premier annunciando l’arrivo di un miliardo di euro di investimenti per la Sardegna e di due miliardi per tutto il territorio nazionale. E quando avverte che l’Italia “non ha bisogno di show e pagliacciate al Parlamento europeo” ma di “serietà” e di “persone preparate” per evitare di diventare lo “zimbello d’Europa”.

Lo fa Beppe Grillo, disponibile con Casaleggio a far parte della squadra di un futuro governo a Cinque Stelle e che già con il suo rientro in Tv ha mostrato di essere capace di fare presa anche sull’elettore più moderato. E’ l’altra faccia della maschera che indossa nelle piazze e che lo porta ad annunciare pubblici processi da parte di “tribunali popolari” in rete contro politici, imprenditori e giornalisti, tutti “corrotti”, anzi di un “livello più basso delle meretrici”. E che lo porta a sfidare il premier nella sua piazza a Firenze per quel ‘derby’ che Matteo Renzi non ha mai voluto riferire al M5s, ma che nei fatti fotografa la partita vera che si sta giocando al ‘campiontato’ europeo. Una partita per la quale i due contendenti si attrezzano per ritoccare l’asticella della vittoria o della sconfitta.

Per Renzi non sarebbe un cattivo risultato arrivare sotto il 30%.

– Avremo vinto le elezioni – confessa – se il Pd sarà il gruppo più numeroso nel Parlamento europeo per quanto riguarda il centrosinistra.

E comunque, avverte Renzi, se anche il risultato dovesse essere sotto il 30% lui non si dimetterà: niente elezioni anticipate, dunque, come chiede invece il M5s. Il quale, invece, continua a sperare in una vittoria anche se dovesse essere di misura.

– Basta un deputato in più del Pd – conferma anche Gianroberto Casaleggio che considera già un “importante” risultato il consolidamento del 25% ottenuto alle politiche.

La sfida di Grillo preoccupa ovviamente anche Silvio Berlusconi.

– I Cinque Stelle – continua a dire – sono un pericolo per la nostra democrazia davvero grave e in Europa sono destinati a non contare nulla.

E proprio per screditare Grillo sul terreno dell’affidabilità non solo torna a definirlo “assassino”, ma mette in dubbio la condanna per omicidio colposo.

– Non è stato un incidente ma una cosa che ha voluto lui e questo la dice lunga sulla sua natura – azzarda.

E’ una rincorsa a puntare l’indice sui responsabili del rialzo del differenziale dei tassi e in cui il Pd sembra mettere da parte le divisioni nel partito per tenere a freno la rincorsa dei Cinque Stelle.

– Se l’Italia fosse sopraffatta dal populismo saremmo isolati, ecco perché c’è bisogno di unità -. dice anche l’ex premier Enrico Letta secondo il quale lo stesso “dato dello spread dimostra che c’è bisogno di dare risposte rassicuranti”.

– E’ solo un antipasto di quello che accadrà nel caso in cui Grillo dovesse vincere – avvisa Sc.

Suonano invece come ulteriore rassicurazione sul lavoro del governo le parole di Pier Carlo Padoan quando afferma che l’ aumento dello spread si è verificato ”in quasi tutti i Paesi, anche in Francia”. Il nervosismo dei mercati, insomma, sarebbe “legato alla situazione europea” e alle incertezze “sul futuro della politica economica in Europa”.

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