Mafia: Napolitano, per combatterla prevenire corruzione

ROMA – “Prevenire soprattutto la corruzione che è la principale fonte di cedimento verso le mafie”: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, salutando per la prima volta a Civitavecchia gli studenti della Nave della legalità in partenza per Palermo, ha molto parlato della necessità di contrastare la criminalità organizzata, commuovendosi al ricordo dell’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La nave della legalità è partita dal porto laziale ieri sera e arriverà a Palermo oggi, in occasione proprio del ventesimo anniversario della strage di Capaci. A bordo 1.500 studenti, ai quali il capo dello stato, prima della partenza, ha raccomandato di “puntare anche sulle armi della scuola” per combattere la criminalità organizzata.

– Per vincere la mafia bisogna studiare, capire, impegnarsi ed entusiasmarsi. Bisogna combattere tenacemente. Noi – ha detto Napolitano ai ragazzi – contiamo su di voi per un’Italia migliore.

Il capo dello Stato si è soffermato a lungo sul ruolo dello Stato: come la mafia impara dai proprio errori, “anche lo Stato deve essere capace di rinnovare le sue strutture e la sua azione di lotta. Ce la stiamo mettendo tutta” ha assicurato, citando i “molti colpi alla mafia” e i “molti capi che sono in galera e ci rimarranno”.

– L’obiettivo di veder sparire la mafia non è ancora vicino – ha aggiunto – ma di strada ne abbiamo fatta molta grazie alla magistratura, alle procure antimafia, alle forze di polizia, ai governi che più hanno sentito il problema, contribuendo con efficaci provvedimenti a combattere la mafia.

Sulla nave insieme agli studenti sono saliti anche il presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, promotrice insieme alla ‘Fondazione Giovanni e Francesca Falcone’ dell’iniziativa che si ripete dal 2006 ogni anno.

– I giovani che partecipano ai viaggi della legalità – ha detto Grasso – si sentono parte di un esercito, l’esercito dell’antimafia, della speranza. Per me ogni anno questo è un momento importante – ha detto ancora la seconda carica dello Stato – perché stando con voi mi sento più forte, più ricco e ciò mi aiuta a capire, a sognare una speranza per il futuro.

Oggi due cortei a Palermo confluiranno verso l’Albero di Falcone.

– Davanti a quell’albero penso che voi come me – ha detto Grasso rivolgendosi ai ragazzi – sentirete un brivido ma anche una brezza che muove le foglie di quell’albero, quasi a darci un segnale della presenza dei caduti. Facciamo che questa brezza diventi un vento forte che scacci i dubbi e le perplessità e faccia riemergere il coraggio e l’indignazione per poter andare avanti.

Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, al suo primo viaggio sulla Nave della legalità, ha colto l’occasione dell’inconsueta presenza del Capo dello Stato al porto di Civitavecchia per accendere i riflettori sul ruolo della scuola.

– E’ questo il momento – ha detto – di investire formalmente la scuola di compiti che vanno oltre la classe dandole mezzi, sostegno e fiducia che forse sono mancati negli ultimi anni. Sappiamo che lei – ha concluso il ministro rivolgendosi a Napolitano – è dalla nostra parte.

Il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, salutando gli studenti alla partenza, ha acceso invece i riflettori sullo stretto rapporto esistente tra disoccupazione e tasso di criminalità.

– Le mafie purtroppo distribuiscono ricchezza parassitaria sfruttando le mancate risposte delle istituzioni alla domanda di lavoro legale – ha detto. E ha aggiunto che “non bastano i valori della cultura, é inutile parlare ai giovani se lo Stato non dimostra chi è davvero contro le mafie