Grillo: “Siamo il piano B dell’Europa; Renzi? A casa, mi fa pena”

ROMA  – “Il 26 maggio vi stupiremo. Vinceremo noi”. Beppe Grillo non ha dubbi: il vento delle Europee soffia a favore del M5S. Il leader cinquestelle guarda la folla di piazza San Giovanni a Roma e cerca una conferma alla sue parole. L’attenzione di tutti – militanti, giornalisti, parlamentari – è rivolta a capire se è stato bissato il clamoroso pienone dello scorso anno: la piazza è piena, forse meno del 2013, ma comunque colma.

Militanti, bandiere, striscioni, cartelloni: è una festa di popolo. Ed è questo il primo forte messaggio che il leader stellato invia al premier: la sfida delle piazze l’abbiamo vinta noi. Quella delle urne la vinceremo. Grillo lo sottolinea.

– Mi fa pena questo ragazzo – afferma dal palco – l’altra sera era a Piazza del Popolo, senza il Popolo.

La folla ride. E Grillo la conquista ancora con qualche battuta del suo repertorio. Fa l’istrione.

– Mi voglio rivolgere al padre di Renzi per consigliarlo di parlare al suo bambino – dice ancora dal palco – Gli sussurri in un orecchio ‘basta, è finita, ora andiamo a casa”.

Replica a qualche critica di questi giorni.

– Dicono che io sono un delinquente, ma io sono un delinquente che non ha cariche istituzionali né mai ne avrà.

Poi si butta a capofitto sulle Europee.

– Il comunismo non ha funzionato; il capitalismo è questo e non prevede la democrazia – urla – Noi siamo il piano B dell’Europa.

Parla di energia, cita i sette punti del programma del M5S. Si concede ancora una battuta.

– Nessuno di loro ha un programma – dice – Forse solo quello della Lega che ha una magliettina con la scritta “No Euro” che però non sa dire nulla.

Il filo conduttore resta l’attacco al sistema.

– Non lo capiscono: noi siamo un’altra cosa, un’altra idea politica.

Attacca violentemente i media.

– Una delle prime colpe di come va questo paese ce l’ hanno questi signori con le telecamere.

Torna sull’idea dei “processi popolari per giornalisti, politici ed imprenditori”.

– Faremo un processino online per divertirci anche un po’ – urla -. Sono venti anni che ci deridono, ingannano, sfruttano, prendono in giro. Non sarà nulla di fisico, andremo a vedere i loro conti. Lì faremo i processi, sarà uno sputo virtuale.

A scaldare gli animi arriva anche una dichiarazione del cantante Fabrizio Moro, che al termine di una canzone, afferma:

– Lo schifo Napolitano, non il politico, ma l’essere umano.

Un attacco che subito accende le reazioni sdegnate di tutti gli altri attori in campo. Nel backstage c’è anche Gianroberto Casaleggio, il co-fondatore del M5S. Poi Grillo lascia spazio ai “ragazzi”. Sul palco prendono la parola Luigi Di Maio (“Io mi sono “scocciato” di stare all’opposizione perché loro sono degli incompetenti e noi questo Paese lo possiamo governare”), Paola Taverna, Roberto Fico, Alessandro Di Battista. E’ quest’ultimo il più applaudito.

– Napolitano ha i giorni contati, dovrà assumersi la responsabilità di questa piazza e degli italiani che non lo vogliono più – grida dal palco.

I militanti esultano. Parte anche qualche coro contro il capo dello Stato. Alla fine c’è spazio ancora per gli interventi dal palco. Tocca a Sara Marcuzzi, candidata alle regionali in Abruzzo; Elio Lannutti; l’ex pm Ferdinando Imposimato.