Renzi: “Non è un referendum su me”  

FIRENZE – Nell’ultimo giorno di campagna elettorale, Matteo Renzi ha rispolverato un suo vecchio cavallo di battaglia, che tante polemiche sollevò alle primarie contro Pierluigi Bersani:

– Bisogna andare a prendere uno per uno il voto di quelli di destra. Non è una parolaccia.

E’ l’ultimo appello, lanciato dalla sua Toscana, prima di un voto che, ha ribadito il premier, segnerà “un passaggio decisivo, una svolta netta”.

– Perché votare Pd significa dare forza all’Italia nella trattativa con l’Europa – ha detto Renzi – Puntiamo ad essere il primo partito all’interno del centrosinistra europeo.

Chiusura in piazza delle Signoria: Firenze sarà una sfida simbolo di queste elezioni. Renzi l’ha lasciata in eredità al suo ex vicesindaco Dario Nardella, che ora deve vincere le amministrative, possibilmente senza andare al ballottaggio con i grillini. Il referendum di piazza è stato positivo: davanti Palazzo Vecchio non c’era un posto libero: 20 mila persone dice il Pd. La sfida ormai è fra il premier e Beppe Grillo. Silvio Berlusconi è dato per staccato, non fa troppa paura.

Ecco che gli attacchi di Renzi sono soprattutto al Movimento cinque stelle. Il presidente del Consiglio ha chiuso la campagna elettorale con un tour de force fra conferenze stampa a Palazzo Chigi, interviste in tv, incontri a Prato, dove il voto “è l’emblema di questa sfida elettorale”, ha detto il premier sponsorizzando il candidato del centrosinistra Matteo Biffoni.

Poi per Renzi chiusura nella sua Firenze, in piazza delle Signoria, su un palco messo proprio dov’era quello di Enrico Berlinguer in uno storico comizio dei primi anni Ottanta. L’esordio è stato contro entrambi gli avversari.

– Grillo e Berlusconi hanno fallito – ha detto Renzi.

Ma dopo l’attenzione si è concentrata sui Cinque stelle.

– Non si vince sulla paura – ha detto -, la politica non può essere fatta di insulti e minacce.

E poi, nel giorno in cui si commemora la strage di Capaci:

– Non prendo lezioni di legalità da Grillo, che è andato in Sicilia a dire che la mafia non esisteva.

Insomma, ha detto Renzi, il Movimento 5 Stelle “non è interessato a cambiare le cose, ma a sfasciare”.

– Ecco che il voto di domenica – ha sottolineato – è ‘un ballottaggio tra chi scommette sulla paura e parla di lupara bianca, peste rossa, Hitler e chi invece dice che se ce la mettiamo tutta possiamo riportare speranza all’Italia.

Il premier ha ribadito che il ”risultato elettorale non è determinante” per il futuro del Governo, che l’esecutivo andrà ”avanti comunque”, che sulle riforme lui non molla. E ha provato a essere ottimista sul voto, improvvisando un piccolo sketch col pubblico, sul palco di Prato: ”

– Se volete continuo a parlare fino a domani, poi però vincono gli altri – ha detto chiudendo il comizio, e quando il pubblico gli ha risposto con un ”noo” corale, lui ha ribattuto sorridendo:

– No, non è possibile.

Giampaolo Grassi