Cav: “Dal voto ricadute sull’Italia”  

ROMA – Silvio Berlusconi chiude la campagna elettorale per le elezioni europee con lo sguardo rivolto all’Italia:

– Il voto di domenica è importante per il nostro scenario politico.

Un avvertimento. il secondo nel giro di 24 ore, che l’ex capo del governo lancia a Matteo Renzi. La convinzione infatti è che se le urne dovessero consegnare la vittoria a Beppe Grillo, l’assetto politico ne risentirà sicuramente. Il Cavaliere non nasconde la preoccupazione per le conseguenze di un’affermazione dei pentastellati:

– C’è il rischio di disordini e di autoritarismi come è sempre accaduto nei Paesi in crisi e dove la democrazia non è pienamente rispettata.

Nell’ultimo giorno utile per la campagna elettorale l’ex capo del governo non si risparmia, iniziando di buon mattino il suo tour mediatico fatto di radio, televisioni, collegamenti telefonici con varie località fino al comizio di chiusura a Milano in una sala del palazzo della provincia. L’obiettivo è chiaro: tentare di risalire nei sondaggi che continuano ad attestare il suo partito ben al di sotto delle cifre di un tempo.

Gli argomenti con cui il Cavaliere prova a convincere gli elettori sono ormai noti e vedono tra i cavalli di battaglia la demonizzazione di Grillo:

– Ha già detto che farà la marcia su Roma ed ha chiesto la testa del presidente della Repubblica. Può sembrare una macchietta di dittatore, ma non è così fa paura.

Toni cupi quelli del leader azzurro che arriva anche a chiedere di “disertare” le urne se la “scelta deve ricadere sul Movimento Cinque stelle”. Dito puntato anche contro Matteo Renzi ed il suo governo:

– Sono dei dilettanti allo sbaraglio – insiste parlando dei ministri e poi riservando una critica particolare al presidente del Consiglio:

– E’ una delusione, ha una faccia simpatica e giovane ma dietro di lui si nasconde la solita sinistra delle tasse. Renzi – aggiunge – è stato largo di suggestioni ma su 12 risultati che aveva dati per certi ne ha prodotto uno solo.

Ecco perchè Berlusconi chiede di votare per i moderati, ma in particolare per il suo partito evitando di scegliere i piccoli che non hanno speranza:

– Solo noi siamo un’argine alle tasse e alla sinistra, scegliere gli altri significa gettare il voto dalla finestra.

Berlusconi non manca poi di tornare su alcuni punti fermi come “l’elezione diretta del capo del presidente della Repubblica” e la promesse in caso Forza Italia torni al governo di “alzare le pensioni minime a 1000 euro”. Immancabile infine un accenno alla sua situazione:

– Dopo 20 anni di guerre e battaglie a difendere la libertà, io ho la mia molto limitata.

Questo però non vuole dire che il Cavaliere abbia deciso di gettare la spugna.

– Sono un eroe della patria – ribadisce – resto in campo, non abbandono la battaglia. Mia figlia Marina continua a dirmi che sono ‘matto’- dice ricordando le parole della primogenita quando decise di scendere in campo – ma ora stiamo peggio del 1994.