Caos e polemiche al Giro, ora è tutti contro Quintana  

VITTORIO VENETO – E’ sempre più il Giro delle polemiche: i direttori sportivi delle squadre contro l’organizzazione per la controversa tappa dello Stelvio, il gruppo contro la maglia rosa Quintana, accusato di aver fatto il furbo, perfino l’unico che dovrebbe essere felice, Stefano Pirazzi, decide di festeggiare polemicamente con il gesto dell’ombrello la sua prima vittoria da professionista nella 17ª tappa, da Sarnonico a Vittorio Veneto.

La notte non ha portato consiglio, né ha stemperato gli animi. Prima della partenza di Sarnonico i direttori sportivi si riuniscono in circolo: la discussione, alla luce del sole, é di quelle animate. Eusebio Unzue, il manager della Movistar, é messo sotto accusa dai colleghi che gli rimproverano di non aver fermato Quintana sulla discesa dello Stelvio dopo la comunicazione di Radio Corsa che annunciava la presenza di moto con bandiera rossa per evitare attacchi nei tornanti più pericolosi. Una indicazione errata, sconfessata nella serata di martedì dalla direzione del Giro una volta sentite le registrazioni, ma che sul momento genera interpretazioni diverse con la conseguenza che i big si fermano mentre il colombiano vola in discesa verso la vittoria di tappa e la maglia rosa.

I direttori sportivi cercano una linea comune ma emergono più anime: alla fine delegano il responsabile tecnico della Tinkoff, Riccardo Scheidecker, a esporre le loro richieste alla giuria. L’incontro avviene sul pullman della Tinkoff: con la giuria c’é anche il direttore del Giro Mauro Vegni che rimanda al pomeriggio ogni chiarimento. Chiarimento che non ci sarà perché nel frattempo la giuria dell’Uci ha respinto le richieste dei ds, tra cui quella di penalizzare Quintana, giudicando la corsa regolare e chiudendo la questione. Mentre i ds discutono, i ciclisti sfilano davanti al foglio di firma.

Strette di mano e pacche sulle spalle alla maglia rosa sono di prammatica, ma non tutti si prestano al rituale. Gli uomini della Omega di Uran e lo stesso Fabio Aru evitano Quintana.

“Corridori che non sanno accettare la sconfitta”, la replica sferzante che il colombiano riserverà loro a fine tappa. Già, la tappa. Se la aggiudica Stefano Pirazzi, portando a tre i successi per la Bardiani di Reverberi in questo Giro, al termine di una lunga fuga che parte con ventisei corridori e si riduce a cinque dopo l’ascesa al Muro di Cá del Poggio. Pirazzi stacca gli altri quattro nell’ultimo chilometro coronando il sogno di un successo che non arrivava da cinque anni con un poco elegante gesto dell’ombrello. Uno sfogo (che ha ricordato il precedente di dieci anni fa al Giro di Pavel Tonkov) di cui piu’ tardi si scuserà spiegandolo con la voglia di rispondere alle tante critiche ricevute in passato.

La maglia rosa e gli altri big arrivano col resto del gruppo (di cui non fanno più parte Scarponi e Petacchi ritirati) a oltre 15’. Lo sguardo é già alla tappa di oggi con arrivo al rifugio Panarotta e tre gran premi della montagna buoni per tendere imboscate a Quintana.

“So che dovrò fare i conti con le trappole e le alleanze contro di me. Ma io posso contare sulla mia squadra e ho anch’io amici in gruppo. E poi le prossime tappe con gli arrivi in salita sono fatte per me. Non ho paura”.

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