Cgie, Micheloni e La Marca: la voce degli eletti

Pubblicato il 29 maggio 2014 da redazione

ROMA  – Presenti alla sessione di ieri della plenaria Cgie anche i due eletti all’estero Francesca La Marca, deputata del Pd in Nord America, e Claudio Micheloni, senatore Pd e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato.

Da parte di Francesca La Marca un intervento caldo, forte di un impegno costante a sostegno della causa “italiani all’estero”.

– Le peripezie dell’universo politico italiano vissute in prima persona – ha esordito – equivalgono ad una vita da osservatore esterno.

Fatta questa premessa, la deputata ha avvisato che suo intento non è mai stato quello di voler illudere, né tanto meno quello di continuare a parlare di ovvietà. Secondo la deputata oggi “non è più procrastinabile il rinnovo dei Comites: il regolamento va modificato secondo le osservazioni della Commissione Esteri della Camera. Mi rifiuto – ha asserito – di fare una politica tradizionale : si ripristinino i fondi al Cgie e le elezioni avvengano entro quest’anno.

Ha quindi proseguito:

– Tra le mie iniziative – ha proseguito – ci sono quelle mirate a chiedere una migliore tutela dei connazionali in materia di fiscalità, sicurezza sociale, sanità e previdenza.

E ha concluso:

Sebbene io non possa assicurare che tutte le iniziative intraprese vadano a buon fine prometto persistenza, impegno e soprattutto buona fede

Meno idealista l’intervento di Claudio Micheloni intervenuto a commento del dibattito scatenato in Consiglio dai pareri del Cdp sul rinnovo dei Comites e Cgie.

– Non giudico la validità o non validità della risposta – ha detto -. Per me è inaccettabile la domanda che è stata fatta al Cgie: chiedere al Cgie di fare questa scelta, argomentando la riduzione di spesa è inaccettabile. In questo momento in Italia – ha proseguito – ci sono persone che vedono le rappresentanze degli italiani all’estero come un intralcio, c’è chi pensa ciò anche del Parlamento.

Quanto allo stato dei lavori parlamentari, il senatore ha fatto un breve sunto sui tre emendamenti al momento al vaglio “del mio gruppo”:

– Le percezioni consolari, l’inizio di intervento per la modifica dell’Isee e le questioni di rinnovo del Cgie, emendamenti al momento “dichiarati inammissibili”

Micheloni ha poi messo in guardia il Consiglio generale in merito alle intenzioni del Governo sulla sorte dei Comites:

– C’è qualcosa di pericoloso – ha detto – nel lasciare che resti in vigore la legge attuale, mi preoccupa la volontà di utilizzare pezzi della legge in vigore sulla possibilità di fare altri Comites. Di fatto c’è una riduzione dei Comites – ha enfatizzato – riduzione che sarà attuata in modo sordo. Ad oggi – ha poi proseguito – non c’è nulla di deciso in Parlamento, se ne sta discutendo ora, per correttezza ci battiamo per rendere tali emendamenti almeno ammissibili; non escludiamo neppure un lavoro autonomo del Senato di proporre altri testi che garantiscano l’esistenza dei Comites. Ad ogni modo – ha chiosato – riteniamo che al momento la garanzia sull’esistenza dei Comites non ci sia”.

Questo il monito lanciato da Micheloni all’assemblea del Cgie:

– Non sottovalutate la portata politica della domanda che vi è stata fatta, è un attacco alla rappresentanza , è qualcosa che va molto al di là di quello che si possa capire.

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