Visco: “Bene 80 euro ma ora lavoro e riforme per crescere”

ROMA – Un milione di posti di lavoro persi durante gli anni della crisi mentre l’occupazione tornerà a salire solo lentamente. Si può riassumere con questi numeri la ”pesante” eredità della recessione contestualmente ad una crescita ancora ”fragile e incerta” che prefigura una via per la ripresa ”né breve né facile”. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non fa sconti nel dipingere uno scenario ancora difficile e in grigio per l’economia italiana, riconoscendo che lo sforzo di risanamento dei conti è stato fatto, che siamo vicini al pareggio strutturale di bilancio, ma anche che la strada è ancora in salita e la riduzione del rapporto debito-Pil è “una sfida ineludibile”, da perseguire con politiche di rigore e di sviluppo da attuare congiuntamente.

Le prime per evitare ripercussioni ancora possibili sugli spread, le seconde perché le famiglie vanno adesso sostenute dopo la durezza dell’austerità e della disoccupazione puntando sulla ripresa della domanda, degli investimenti, in accordo con l’Ue e i consumi. Questi hanno certo ricevuto una spinta positiva dal bonus di 80 euro ma adesso, avverte il Governatore, per avere effetti duraturi occorre focalizzare gli sforzi sulle politiche per l’occupazione, per il taglio del cuneo sul lavoro.

In questo contesto “le riforme strutturali renderanno le nostre economie più resistenti agli shock futuri”, ma, considerando che richiedono tempo per dare pieni frutti, Visco sottolinea la necessità di ”meccanismi di integrazione dei redditi di chi è stato colpito dalla crisi e di ricollocamento dei lavoratori espulsi dai processi produttivi tradizionali”.

– I margini di flessibilità nelle regole di bilancio possono essere sfruttati nell’ambito di una strategia convincente di riforme strutturali, volta al perseguimento di obiettivi chiari e credibili – raccomanda il Governatore.

Il numero uno di Palazzo Koch punta quindi il dito contro “corruzione, criminalità, evasione fiscale” che pesano anche sul carico fiscale. Dal buon funzionamento della P.A, dice, “dipende l’efficacia delle riforme”. Tra gli interventi “più urgenti” indica di conseguenza “la tutela della legalità e l’efficienza della pubblica amministrazione”, soprattutto perché ”anche se le singole misure potranno essere attuate in tempi diversi, non solo per i vincoli di bilancio, la visibilità di un disegno coerente rassicurerà i cittadini, rafforzerà quella fiducia nel futuro senza di cui ogni progresso è impossibile”.

Le leve per far ripartire il paese restano in ogni caso le banche e le imprese e quindi anche l’erogazione del credito e l’efficienza delle aziende unite ad una istruzione che va rivista, considerato che dalle statistiche Ocse i ragazzi, anche quelli col titolo di studio più elevato, presentano un gap di adeguatezza al mondo produttivo con gli altri paesi partner. E a favore delle Pmi il responsabile di Via Nazionale annuncia l’arrivo di misure a sostegno del credito. In sostanza si tratta di garantire più liquidità alle banche e quindi maggiore concessione di impieghi per le aziende attraverso misure elaborate dalla Banca d’Italia e concordate con la Bce che prevedono l’utilizzo anche delle linee di credito in conto corrente da parte delle banche per rifinanziarsi a Francoforte.

In attesa di trasferire anche i poteri di vigilanza alla Bce Visco fa anche un’analisi dettagliata del mondo del credito, raccomandando le aggregazioni bancarie per aumentare l’efficienza nonché, anche alla luce delle nuove inchieste giudiziarie “il potere di rimuovere, quando necessario e sulla base di fondate evidenze, gli amministratori di una banca dal loro incarico, prevista dalla proposta di recepimento della direttiva europea sui requisiti di capitale”.