Argentina, inchiesta corruzione: vicepresidente dal Giudice

BUENOS AIRES – Si aggravano i problemi giudiziari per il vicepresidente argentino Amado Boudou, chiamato a presentarsi da un giudice istruttore nell’ambito di una inchiesta su un caso di corruzione. Boudou dovrà deporre il 15 luglio davanti al giudice federale Ariel Lijo al fine di chiarire la sua posizione circa “trattative incompatibili con le funzioni pubbliche” della vicepresidenza.

Della vicenda si parla a Buenos Aires da tre anni. Boudou, che si dichiara innocente, è intervenuto secondo l’accusa a favore di una società, Ciccone Calcografica (ora Compania de Valores Sudamericana), azienda privata che aveva di fatto il monopolio sulla stampa delle banconote e che era sull’orlo del fallimento.

L’accusa sostiene che nel periodo in cui Boudou era ministro dell’economia comprò insieme a un socio il 70% della società al fine di poter poi “negoziare con lo Stato la stampa delle banconote e di documenti ufficiali”. La società che acquisì la Ciccone era presieduta da quello che secondo l’accusa era in realtà un prestanome di Boudou, il quale ultimo avrebbe sfruttato la sua influenza per cancellare i debiti dell’azienda con il fisco.

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