Londra stronca Juncker, ma Merkel lo rilancia

BRUXELLES – Jean-Claude Juncker, per molti un ‘Dead Man Walking’ senza speranze per la presidenza della Commissione, criticato aspramente ieri anche dal Financial Times, ottiene l’appoggio chiaro della tedesca Angela Merkel.

– Juncker deve diventare presidente della Commissione europea e per questo obiettivo sto conducendo ora tutti i colloqui – ha detto la cancelliera parlando alla giornata mondiale dei cattolici tedeschi.

Ma il suo, più che un convinto ‘endorsement’, sembra quasi una risposta ad uso interno a quella Spd alleata del suo Governo che sulla Faz la criticava per non essere stata chiara dopo le europee sulla nomina del successore di Barroso. Intanto l’opposizione all’ex premier lussemburghese si fa sempre più corposa: con l’editoriale di ieri del Financial Times, voce degli interessi finanziari di mezza Europa, che lo stronca e chiede ai capi di Stato e di Governo di scegliere un volto nuovo, si allunga la lista di chi lo vuole fuori dalla corsa per diventare nuovo presidente della Commissione europea, posto a cui lui stesso avrebbe preferito quello meno esposto e meno operativo di presidente del Consiglio Ue.

L’opposizione a Juncker è guidata dal premier britannico David Cameron che sta cercando di allargare la fronda dei contrari tanto da spingere lo svedese Fredrik Reinfeldt a convocare un mini-summit in Svezia il 9-10 giugno insieme all’olandese Mark Rutte e alla Merkel per cercare di fare pressione sulla cancelliera affinché si convinca ad andare subito in un’altra direzione. Il duro attacco del Financial Times si inscrive dunque in questa strategia britannica: convincere chi conta in Europa che Juncker è il nome sbagliato perché la sua scelta è una “discutibile” appropriazione di potere da parte del Parlamento Ue (gli ‘Spitzenkandidaten’ sono stati un’idea dei socialisti di Schulz e il Trattato non li prevede) e perché rappresenta tutto quello che gli elettori “di protesta” contestano all’Europa.

E’ “un arcifederalista della vecchia scuola” laddove serve invece “un volto nuovo, una figura che vanti esperienza di governo e che abbia appeal popolare”. La caccia a candidati alternativi è quindi aperta e partecipa anche la Francia che rilancia l’attuale commissario al mercato unico Michel Barnier, fa sapere Le Monde. Barnier piacerebbe ai britannici, visto che le sue riforme in fatto di finanza hanno sempre tenuto in considerazione le esigenze della City di Londra, e anche Hollande lo sosterrebbe più volentieri di Christine Lagarde, altro candidato di ‘compromesso’ che gira da mesi.

Ma fare nomi fuori dalla rosa proposta dal Parlamento Ue, è vissuto da molti, dalla Spd al leader di Syriza Alexis Tsipras, come un affronto alla volontà popolare. Intanto nella complicata partita delle nomine Ue c’è un candidato ufficiale alla posizione di alto rappresentante della politica estera: la Polonia porta avanti il suo ministro degli esteri Radoslaw Sikorski, il quale dovrà vedersela con Schulz che alla poltrona ambiva fin da quando era chiaro che i socialisti avrebbero perso le europee.