Giro: Quintana in trionfo, “qualcosa di incredibile”

TRIESTE. – E’ piazza Unità d’Italia a Trieste ma sembra la Candelaria di Bogotá: è qui la festa, anzi la fiesta, tutta colombiana. Nairo Quintana coccola tra le braccia la piccola Mariana, un batuffolo di tre mesi avuto dalla compagna Paola, prima di alzare il trofeo di vincitore del Giro d’Italia e si commuove cantando l’inno del suo Paese. ‘El Condor’ delle Ande festeggia con la sua gente, in un tripudio di bandiere giallorossoblù, la sua prima vittoria in una grande corsa a tappe. Con lui – dopo l’ultima tappa vinta in volata sul traguardo triestino dallo sloveno Mezgec – sul podio salgono il connazionale Rigoberto Uran Uran, staccato di circa 3 minuti, e la rivelazione azzurra Fabio Aru, per una classifica che non subisce variazioni. Una vittoria meritata, quella di Quintana, come riconoscono anche i suoi avversari a fine gara: ”Lui è andato più forte in salita – dicono in coro Uran e Aru -, quindi è giusto così”. E lui, la maglia rosa, quasi non ci crede: ”Un’emozione indescrivibile – dice in conferenza stampa dopo essersi fatto attendere un’ora per l’antidoping – vincere qui davanti a tutta questa gente della mia terra e ai miei cari venuti dalla Colombia”. In un angolo della piazza sventola anche una bandiera sarda con i quattro mori: perche’ non ci sono solo Quintana e Uran da celebrare, ma anche Fabio Aru, splendido terzo al termine di un Giro che ha fatto scoprire all’Italia il talento dello scalatore di Villacidro. E’ stato il Giro dei giovani talenti dal futuro assicurato: la maglia rosa Quintana indossa anche la maglia bianca di miglior giovane. Tra i primi dieci ci sono quattro under 24: Aru, terzo, non li ha ancora compiuti, il polacco Majka, sesto, ne ha 24, uno in piu’ dell’olandese Kelderman che lo segue. E della rivelazione Colombia: Quintana su tutti, ma non solo. Uran Uran ha cullato per quattro giorni sogni di gloria vestendo la maglia rosa. Alla fine si e’ dovuto accontentare di bissare il secondo posto dell’anno scorso confermandosi comunque un osso duro nelle grandi corse a tappe. Dietro di loro sugli scudi anche Julian Arredondo vincitore sul Rifugio Panarotta. E occhio a Sebastian Henao, il piu’ giovane del Giro coi suoi 20 anni che ha chiuso con un lusinghiero 22/o posto. Ma e’ stato anche il Giro che ha messo in mostra i giovani prospetti italiani: Fabio Aru, il campione su cui puntare nel futuro per le grandi corse, Giro e Tour. Ma anche Ulissi e Battaglin, corridori da grandi classiche. Con i senatori Basso, Cunego e Scarponi in ombra, il futuro sembra sorridere loro. Ma e’ stato anche il Giro delle polemiche e delle cadute, che hanno mandato a casa alcuni protagonisti annunciati come Rodriguez, lo stesso Scarponi e Dan Martin. E del pasticcio Stelvio, di cui ha approfittato lo stesso Quintana per prendere la maglia rosa tra le polemiche. Quello che ha fatto dopo, legittimando la sua superiorita’ sugli altri, ha reso quel vantaggio che gli ha spianato la strada ininfluente: ”Ho dimostrato chi e’ Nairo Quintana” dice. Ma oggi non e’ piu’ tempo di polemiche. Oggi e’ solo tempo di fiesta. (dell’inviato Armando Petretta/ANSA)

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