Fo avvisa Grillo, attento a Farage. Blog denuncia brogli

ROMA. – Con Nigel Farage non ci sono mezze misure: o lo adori o lo detesti. Ed il M5S non è estraneo a questa semplice regola. Il dibattito nei cinquestelle sull’alleanza a Bruxelles con il leader dell’Ukip sta dilaniando il movimento, dividendolo tra i sostenitori dell’intesa e coloro che non ne vogliono neanche sentirne parlare preferendogli, casomai, i Verdi. Beppe Grillo deve decidere se ascoltare le “sirene” milanesi che spingono con forza per l’accordo o seguire i consigli di “vecchi amici” come Dario Fo e Ferdinando Imposimato che, invece, definiscono Farage “un pazzo scatenato” ed “una mezza calzetta”. Il Nobel mette in guardia Grillo: “stai attento a Farage, c’entra poco con i 5 Stelle” e “viene dalla destra profonda”. L’impressione è che, in realtà, il capo politico dei cinquestelle abbia comunque già scelto: l’alleanza si farà. E’ la vittoria della linea dei falchi, quella che sta prendendo il sopravvento a Milano. La stessa linea che respinge con decisione qualsiasi autocritica sulla gestione della campagna elettorale per le Europee e che invita a usare il pugno duro con chi non si allinea. Il primo risultato è una “analisi” sul blog di Grillo della debacle alle elezioni: “sospetti” di brogli a vantaggio del Pd. Accusa pesante alla quale i dem replicano con ironia, lanciando su twitter l’hashtag “Grillo fatti una ragione”. Sul blog si ipotizza di “avviare una verifica del voto, soprattutto in quei seggi ‘rossi’ dove già in passato si sono verificati brogli”. Si suggerisce, quindi, di “costruire un sistema anti-broglio per vigilare sulle relazioni amicali e parentali di scrutatori e presidenti di seggio”. Le prove dei brogli, secondo lo staff 5S, andrebbero ricercate in alcuni “exit Poll ufficiali diffusi in Gran Bretagna negli ambienti della finanza che alle ore 20 confermavano il sorpasso sul Pd”. Pochi minuti ed arriva un altro attacco. Ancora una volta al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, spesso critico nei confronti di Grillo e Gianroberto Casaleggio. Il blog riporta le percentuali del M5S alle Europee nei comuni dove sono presenti sindaci cinquestelle. “In generale è molto positivo – si legge – A parte un’eccezione, in tutte le città con un sindaco 5 Stelle la percentuale di voti per il M5S si è attestata ad almeno 4 punti sopra la media nazionale” del 21%. A Parma, i pentastellati hanno preso il 19% alle Europee per cui, secondo il ragionamento, Pizzarotti sarebbe per l’appunto l’eccezione. Il sindaco ducale replica su Facebook: “Dobbiamo iniziare a ricordare da dove veniamo – scrive – ma, soprattutto, dove vogliamo andare come Paese”. L’impressione è che, dopo la delusione alle Europee, il M5S si stia indirizzando verso una “politica dell’intransigenza”. Dietro questo cambio di marcia, c’è chi indica la conquista di spazi maggiori da parte di Davide Casaleggio, figlio del guru, e di Claudio Messora: quest’ultimo, che dovrebbe “dirigere” il gruppo M5S a Bruxelles, apprezza Farage (in passato, ha sollecitato la pubblicazione sul blog di Grillo degli interventi del leader inglese che, tra l’altro, ha anche intervistato nel novembre del 2011). Sull’altro fronte, chi non vede di buon occhio il leader dell’Ukip si aggrappa alle parole di Fo e Imposimato. Non manca chi teme, addirittura, che il voto della rete sulle alleanze in Ue possa saltare. In ogni caso, le critiche del premio Nobel e l’invito a lasciar perdere da parte dell’ex magistrato si uniscono ai malumori di qualche parlamentare, portando così alla luce alcune contraddizioni interne al M5S. Il movimento, pur definendosi post ideologico, risente delle “simpatie” contrastanti dei suoi parlamentari verso destra e verso sinistra. Divisioni che, in vista del nodo delle alleanze a Bruxelles, rischiano di spaccare il partito. (Teodoro Fulgione/ANSA)

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