A Roma la primavera sarà latinoamericana

ROMA: Un mese e mezzo di eventi culturali dedicati a musica, letteratura, arte e cinema animeranno la Capitale per la seconda edizione della “Primavera latinoamericana”, presentata in Campidoglio dai suoi promotori: l’Istituto Italo-Latinoamericano (IIla) e il Comune di Roma. Nessuno sponsor ha finanziato l’allestimento della rassegna culturale, frutto del lavoro delle 20 ambasciate dei Paesi membri dell’IIla e del coinvolgimento di un nuovo partner, l’Università di Roma tre, che ha curato, al teatro Palladium il ciclo di concerti dal titolo “La música latina”. Come quello di Álvaro Atehortúa & su Chirimía (in programma il  sei giugno), gruppo colombiano nonché una delle prime orchestre formate da musicisti italiani e latinoamericani, che interpretano salsa, mambo  bolero, cha cha cha, cumbia e folclore.

«Sarebbe stato più facile trovare un’unica sede prestigiosa che ospitasse gli eventi, invece abbiamo voluto permeare la città con le numerose iniziative, nell’ottica di far accrescere la dimensione internazionale di Roma e far sì che i cittadini percepissero quest’ultima come un patrimonio. Uno sforzo che ci rende orgogliosi del lavoro svolto», spiega Valentina Agrippo, presidente della XII commissione, Moda Turismo
Relazioni Internazionali di Roma Capitale.

Quasi tutti gratuiti i 53 eventi in programma,  che si dislocheranno in sette sedi,  tra le quali il Nuovo cinema Aquila, dove si proietteranno i film provenienti da 17  Paesi latinoamericani. A cura di Rodrigo Diaz, direttore del Festival del cinema latinoamericano a Trieste, la rassegna accoglierà anche tre registi, tra i quali il venezuelano Carlos Fung. L’autore del film “Diario de Bucaramanga” incontrerà il pubblico il 15 giugno dopo la proiezione.

«Promuovere il cinema latinoamericano spesso significa divulgare un tipo di cinema che per la sua storia, la sua influenza e i suoi diretti legami di parentela è molto più vincolato all’Italia di quanto questa non lo sia con qualsiasi altro Paese europeo, anche confinante», sostiene il curatore della rassegna.

Ma la vera novità di quest’anno è l’iniziativa “ambasciate aperte”. Le sedi diplomatiche di Argentina, Brasile e Messico apriranno le loro porte con l’obiettivo di promuovere l’interazione con il pubblico italiano e rendere accessibili i loro tesori architettonici, poco conosciuti, della città di Roma.

«Un motivo di grande soddisfazione» per Miguel Ruíz-Cabañas Izquierdo,  ambasciatore del Messico in Italia e presidente dell’Illa, «perché per la prima volta si combinano eventi culturali classici dell’America Latina a quelli contemporanei». Come l’esposizione collettiva di 12 artisti venezuelani, proposta dall’ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela. La mostra dal titolo “N’Aguarà”, è stata precedentemente ospitata nel 2013 al Museo Alejandro Otero di Caracas. Raccoglieva le opere di 42 artisti provenienti  dallo Stato di Lara. «Abbiamo deciso poi di cambiare il nome in “Parallelo 10”, dalla definizione della linea immaginaria che interseca il meridiano 70 nel territorio venezuelano e che identifica la Regione da cui provengono gli espositori. Perché solo le opere di 12 pittori saranno presenti a Roma, ma abbiamo voluto comunque risaltare l’identità di provenienza», racconta Enrique Hernández Pérez, uno degli artisti partecipanti, nonché curatore della mostra che si inaugurerà il 26 giugno al museo Pietro Canonica di Villa Borghese.

Infine, sarà la Biblioteca Rispoli a fare da cornice alla presentazione di “Curiose inquietudini, sedici racconti del Messico contemporaneo”. Un’antologia  di racconti brevi messicani, scritti tra la seconda metà del XX secolo e il primo decennio del XXI secolo.

“La primavera latinoamericana” non è ancora un appuntamento fisso, ma è «il fiore all’occhiello – per Valentina Agrippo – della programmazione estiva di Roma Capitale». Per Miguel Ruíz-Cabañas Izquierdo «sarà la festa dell’amicizia, della cultura e della gioia latinoamericana a Roma».

Laura Polverari

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