Mondiali: eterno Buffon, con Baggio o Cassano sempre leader

MANGARATIBA (RIO DE JANEIRO) – La prima volta fu nel ’98, un altro mondo ma incredibilmente lo stesso ruolo: leader, tutore e consigliere azzurro. Il giovanissimo Gigi Buffon comincio’ con due Mammasantissima del cacio italiano, Baggio e Del Piero, alle prese con un dualismo faticoso: li calmava, li induceva al sorriso. In Italia il primo governo Prodi era al tramonto e per comprare il biglietto di una partita si pagava ancora in lire e Buffon era gia’ li’, nel ritiro azzurro di Senlis a fare il punto di riferimento sebbene da riserva di Pagliuca. Sedici anni dopo Buffon e’ ancora qui, stavolta indiscutibilmente titolare ma sempre a consigliare, rasserenare, dare la linea. Quest’ anno si e’ preso sotto l’ala protettrice Antonio Cassano, eppure dal lungo ritiro europeo i due erano usciti con un rapporto a pezzi. Tutto dimenticato, ora Buffon ne ha fatto il suo compagno di banco preferito, l’altra sera i due sono stati i piu’ attenti e vivi nell’incontro con il designatore arbitrale della Fifa, compiaciuto per l’attenzione per la casistica delle direzioni di gara ma anche per l’affiatamento tra i due. Fatto sta che ora che comincia la sua quinta Coppa del Mondo, un record assoluto come quello di Mattheus e Carbajal, il capitano dell’Italia è un altro solo nelle sembianze. Le guance asciugate dall’età, i capelli più corti e il cerchietto fin troppo sbarazzino messo da parte. Ma in sostanza Buffon rimane se stesso: leader e numero 1 dentro. Lo ha ricordato anche Giorgio Napolitano, nel messaggio agli azzurri pronti ad entrare in campo: le parole pronunciate come capitano al Quirinale, prima dell’Europeo (“La gente ha bisogno di una politica unita colta e responsabile”) hanno cementato la stima tra il presidente, che applaudi’, e il capitano. ”Sono uno che ha cominciato presto e finirà tardi”, ha raccontato Buffon alla rivista giapponese Nikkan. Soprattutto, ha continuato a inseguire il sogno di vittoria. ”In Brasile verranno i miei figli – la rivelazione nonostante la separazione da Alena Seredova, attesa a Natal per la terza partita contro l’Uruguay – Hanno l’età per capire. E mi piacerebbe se vedessero il loro padre alzare la Coppa al Maracanà”. Come spettatori dei suoi trionfi e delle sue rare cadute, Buffon ha avuto un’intera generazione di italiani. La sua carriera ha attraversato i governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi. E’ sbocciata quando a vincere l’Oscar era il Titanic di Di Caprio ed è approdata fino alla Grande Bellezza. Alfa e omega azzurri sono state i due Cesari, Maldini e Prandelli, ma anche Baggio e Cassano. Omega per cosi’ dire: perche’ se la data di inizio della sua vita meravigliosa in azzurro e’ scritta, quella finale no: ”Io a smettere non penso proprio, andarmene spontaneamente mi sembrerebbe sputare sulla fortuna”. Per cui se c’e’ qualche talentino italiano in cerca di consigli futuri, si faccia pure avanti: il Brasile non e’ l’ultima fermata azzurra di Buffon. (ANSA).