Mondiali, esordio vincente: Inghilterra-Italia 1-2

MANAUS – La strada è quella giusta, ma Balotelli deve fare di più. E poi la Fifa deve accettare l’idea che certe partite hanno bisogno dei time out. Dalla prima partita del Mondiale, contro l’Inghilterra, Cesare Prandelli esce con una serie di responsi.

– La strada è quella giusta – dice nella notte di Manaus, sulla via di ritorno al ritiro azzurro. Poche squadre hanno la qualità di centrocampo che ci contraddistingue. E su questo dobbiamo lavorare.

I dettagli tecnico tattici sono più per la squadra che per i milioni di tifosi che nella notte italiana hanno sofferto con la nazionale, davanti alla tv.

– Ma la sofferenza fa parte del calcio: in questo noi siamo bravi. E contro l’Inghilterra la squadra è stata meravigliosa.

Prandelli è convinto che il risultato di ieri all’Amazonas Arena pesi tantissimo, non solo per la classifica. ‘

– Guardate che l’Inghilterra è una delle nazionali più forti di questo torneo – l’avviso rivolto anche ai media britannici, già pronti ad aprire processi – Hanno tre o quattro giocatori di tecnica e sprint eccezionali.

Il successo sulla nazionale di Hodgson proietta poi l’Italia in una prospettiva positiva: con la vittoria di Costa Rica sull’Uruguay, la seconda partita del girone – a Recife contro i centroamericani – diventa ”determinante”. Un secondo successo renderebbe virtualmente qualificata la nazionale, senza stare a calcolare poi eventuali incroci successivi.

– Avremo tempo per pensare a Costa Rica: di sicuro, la seconda partita è determinante.

Di certo, Prandelli riprenderà subito a lavorare sulla squadra. Soprattutto sui margini di miglioramento. Darmian ha stupito tutti i media stranieri, ma non Prandelli; Candreva ha risposto alla fiducia concessa dal ct. Buffon è sulla via del recupero (”conto di averlo per il 20”). E in attesa di capire quanto turn over servirà, Prandelli già oggi comincerà a lavorare sui dettagli da migliorare.

– Abbiamo scelto i tre centrocampisti De Rossi-Pirlo-Verratti per avere superiorità numerica: ci siamo riusciti, ma dovevamo sfruttare meglio le linee intermedie, e verticalizzare. Candreva e Marchisio si proponevano sempre coi tempi giusti.

Prima di calcolare quanti cambi servano per la partita del 20 giugno, Prandelli aspetta i risultati dei test sul recupero dopo la serata di gran sudore a Manaus.

– E’ assurdo che non siano stati concessi i time out –  ha tuonato Prandelli dopo la partita. Li aveva proposti lui dopo la Confederations, li avevano discussi i ct nel workshop preMondiale, poi la Fifa aveva aperto all’idea: 3′ di stop per ogni tempo, ma solo se il medico Fifa considerava pericoloso per la salute dei giocatori le condizioni climatiche. Un’ora e mezzo prima del match degli azzurri, l’incaricato della confederazione mondiale ha detto no.

Ora Prandelli pensa alle due prossime partite: si giocheranno alle 13 ora locale. E poco lo conforta l’idea che al contrario dell’Italia, ”chi gioca al fresco e poi dovrà spostarsi verso questo caldo umido terribile sarà sfavorito”.

– E’ assurdo, ripeto: il problema non è giocare a Manaus – l’attacco di Prandelli – ma non consentire un po’ di riposo in quelle condizioni. Si vuole lo spettacolo, ma per averlo bisogna mettere in condizione le due squadre di avere forza nelle gambe.

Così Verratti, che aveva avuto nei giorni scorsi la febbre, è dovuto uscire in anticipo (”anche perchè mi serviva un giocatore della personalità di Thiago Motta”). E c’è stato un cambio anche per Balotelli. Eletto uomo del match dalla Fifa, e adottato dal pubblico brasiliano.

– Ma io gli ho detto che può fare molto di più – la sferzata del ct, poco prima che venisse consegnato al centravanti il premio Fifa -. Lui ha mezzi eccezionali. Deve capire che certi movimenti dell’ attaccante senza palla sono sempre finalizzati all’azione. Sì, deve dare di più.

L’Italia è partita col piede giusto, dice Hodgson. Ma non deve montarsi la tesa, risponde Balotelli.

Italia brilla all’esordio,2-1 all’Inghilterra
Due lampi, uno di Marchisio e l’altro di Balotelli, illuminano la notte amazzonica rendendo brillante l’avvio dell’avventura mondiale per l’Italia. Gli azzurri di Prandelli dunque battono ancora una volta l’Inghilterra di Hodgson, che pure è stata capace nel primo tempo di creare molte occasioni, anche al di la’ del gol del momentaneo pareggio realizzato da Sturridge. Ma la sostanza è tutta nel 2-1 finale, meritato: e nella consapevolezza che il successo a sorpresa ottenuto dalla Costa Rica sull’ Uruguay cambia, oltre che le gerarchie del girone, le prospettive: ora il 20 giugno a Recife gli azzurri non sono chiamati a tutti i costi alla vittoria, e questo psicologicamente aiuta. In una serata in cui le condizioni climatiche hanno inciso meno del previsto, positivo comunque il responso sulle condizioni atletiche dell’Italia, sicuramente migliori di quelle degli avversari che hanno chiuso la gara con crampi e lingua di fuori.
E positive anche le considerazioni sulla prestazione di alcuni dei protagonisti: oltre all’acclamato Balotelli, Candreva, Marchisio e Sirigu, che non ha fatto sentire la mancanza di Buffon. Gli infortuni che hanno costretto Prandelli a modificare in avvicinamento l’impianto della squadra azzurra si erano susseguite fino all’immediata vigilia, con una distorsione alla caviglia sinistra per Buffon: Prandelli l’ha sostituito con Sirigu, all’esordio mondiale come pure Paletta chiamato a fare il centrale con slittamento sulla sinistra di Chiellini. Il modulo è rimasto il 4-1-4-1 con i due registi Pirlo e Verratti. Hodgson ha risposto con la consueta formazione votata alla propulsione e Sturridge punta avanzata.

La propensione all’accelerazione degli inglesi trovava immediata dimostrazione al 3′ in una ripartenza di Sterling seguita da tiro sull’esterno delle rete. Due minuti dopo era Welbeck a dare il battesimo dei brividi a Sirigu: destro potente e ottima risposta in tuffo del portiere del Psg. All’8′ finalmente l’Italia si faceva vedere dalle parti di Hart, ma un fraseggio Pirlo-Verratti veniva interrotto in area col braccio da Johnson: inutili le proteste italiane. In una gara bloccata, con spazi ristrettissimi, a fare la differenza poteva essere il tiro da lontano: saggiamente ci provava al 19′ Candreva, impegnando per la prima volta Hart che parava in due tempi. E al 23′ toccava a Balotelli, finalmente vivo: gran destro alto. Ma al 24′ arrivava una enorme opportunità per gli inglesi. Welbeck metteva in croce sulla destra Paletta e appoggiava al centro, dove miracolosamente Bazagli anticipava Sterling, pronto calciare a colpo sicuro. La prima vera occasione azzurra arrivava quando a De Rossi riusciva la verticalizzazione per Darmian, pronto a rimettere al volo al centro: Balotelli colpiva fiacco di testa.
Poi, al 35′ l’Italia passava: angolo di Candreva dalla destra, ‘velo’ di Pirlo e gran rasoterra di Marchisio a filo del palo. Neanche il tempo di esultare e l’Inghilterra pareggiava: fuga di Rooney sulla sinistra e cross: difesa azzurra tagliata fuori e Sturridge con gran controllo metteva dentro. Il recupero regalava due emozioni azzurre con un pallonetto di Balotelli che impegnava Cahill al salvataggio sulla linea e soprattutto una gran botta di Candreva che colpiva il palo a portiere battuto.

Nella ripresa ancora Sturridge impegnava Sirigu in avvio, ma Candreva trovava la giocata illuminante e decisiva: dribbling e crss dalla destra, colpo di testa vincente di Balotelli per il 2-1. Tornava ad alzarsi il Popoporopo, simbolo di ben altri successi ma comunque beneaugurante. Una botta di Rooney non sortiva effetti, il solito Johnson sulla destra imperversava, ma ci pensava De Rossi a mettere una pezza. Prandelli immetteva l’esperienza di Thiago Motta (fuori Verratti), Sturridge continuava a creare problemi a Paletta senza trovare il ko. Che sfuggiva anche a Rooney al 17′, poco abile nel calciare da ottima posizione. L’Inghilterra andava in difficolta’ fisica e il suo tentativo di recupero diventava sempre più flebile, ma Prandelli inseriva energia verde con Immobile al post di Balotelli e Parolo per Candreva.
Una punizione di Baines veniva neutralizzata con casse da Sirigu, un’altra di Gerrard finiva alta. Piuttosto Pirlo colpiva una traversa, sempre su calcio piazzata: ma era comunque festa per l’Italia.

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