Mondiali: Abete “il mondo crede in Italia, ma non solo per il calcio”

MANGARATIBA,. – “Balotelli? Può dare di più. L’Inghilterra? E’ stata la vittoria del lavoro, dell’umiltà e dell’applicazione. Il ct Prandelli è un ottimo allenatore”. E’ il primo mini-bilancio del presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, presente all’allenamento mattutino (il pomeriggio in Italia) degli azzurri, reduci dall’affermazione nel debutto mondiale contro l’Inghilterra. Abete ha raggiunto la squadra a Manaus e oggi si è concesso ai cronisti, sul campo del Portobello resort, nei pressi di Mangaratiba, analizzando il successo nel debutto, ma non solo. “La strada è ancora lunga – ha detto il numero 1 del calcio italiano – dobbiamo tenere i piedi ben saldi a terra, perché siamo ancora nella prima fase del torneo. Il Mondiale è affascinante, anche perché riserva sempre delle sorprese: chi lo avrebbe detto che il Costa Rica batteva l’Uruguay e l’Olanda piegava la Spagna? Cosa ci siamo detto con Prandelli dopo la vittoria sull’Inghilterra? Ci siamo solo abbracciati, perché era una partita troppo importante e vincerla ci ha dato grande soddisfazione, oltre a tre punti pesantissimi. In un Mondiale non bisogna mai rinunciare al sogno di arrivare più lontano possibile. Siamo circondati da tanta polizia? In effetti non siamo abituati, ma non abbiamo la percezione di possibili pericoli”. La prova di Balotelli non ha sorpreso il presidente federale, perchè “con noi ha sempre fatto bene, ma può dare di più”. “Già aveva offerto grandi prestazioni all’Europeo di due anni fa – ha aggiunto – siamo convinti che possieda potenzialità ancora inespresse”. Su Darmian, Abete ha sottolineato che “è un ottimo giocatore: possiede la grinta, la maturità e la serenità giuste. Nella nostra squadra abbiamo grandi professionalità e non mi riferisco solo a chi va in campo”. “L’amore per la Nazionale c’è sempre stato – ha poi aggiunto Abete – ma dovrebbe manifestarsi con maggiore continuità in un certo arco di tempo. L’Italia ha sempre amato la Nazionale, il Mondiale è poesia, il calcio spesso è prosa, vive anche di quotidianità. La differente percezione quando usciamo dai nostri confini? L’Italia è molto apprezzata all’estero, e non solo il calcio; il campionato italiano è il secondo dopo la Premier per numero di calciatori schierati in questo Mondiale. Lo conferma il fatto che in tanti ci chiedono di organizzare amichevoli, a dispetto del ranking Fifa. A noi piace esercitare il diritto di critica, e in effetti la perdita di competitività internazionale dei club ci deve far riflettere, per migliorare e migliorarci. Ma siamo quattro volte campioni del Mondo. Spagna e Francia lo sono una volta”.

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