Argentina sotto shock, preoccupazione per default

BUENOS AIRES. – La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha respinto il ricorso dell’Argentina sul pagamento ai fondi speculativi che non hanno aderito al concambio sul debito, ha spazzato via dalla prima pagina della stampa locale i titoli sul vittorioso debutto della nazionale nei Mondiali brasiliani, traducendoli con la preoccupazione del Paese per la possibilità di un nuovo default. “La peggiore delle decisioni possibili”, ha titolato il quotidiano La Nación, mentre il governo ha annunciato un discorso in diretta tv della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, cheaveva avvertito che le pretese dei fondi speculativi, denunciati come “avvoltoi” da Buenos Aires, “mettono in pericolo non solo l’Argentina, ma anche tutto il sistema finanziario ed economico internazionale”. Il margine di manovra del governo è ridotto: l’analista Gustavo Bazzan spiega su Clarin che la scelta si è ridotta al binomio “respingere o pagare”, ossia “o si respinge la sentenza del giudice Thomas Griesa (contro la quale aveva fatto appello l’Argentina, Ndr) o si cerca una forma di negoziazioni con i fondi avvoltoio, per affrontare una senteza che obbligherebbe a pagare 1,3 miliardi di dollari”.

Sono 450 mila gli italiani coinvolti nello scandalo dei bond argentini, cominciata nel 2001 quando lo Stato smise di pagare le cedole sui titoli. Sono questi i numeri diffusi da Federconsumatori, associazione che in questi anni ha seguito circa 40-50 mila vertenze di cittadini italiani. “Nell’80% dei casi le cause si sono concluse positivamente, soprattutto quelle risolte per via stragiudiaziale” ha dichiarato il vice presidente dell’associazione Francesco Avallone, sottolineando che “la maggior parte dei consumatori sono stati risarciti dalle banche presso i cui sportelli avevano acquistato i bond argentini”. Intanto la Corte Suprema americana ha respinto l’appello dell’Argentina, confermando che Buenos Aires deve pagare miliardi di dollari per i bond in default agli investitori. Intanto, ci sono ancora 53mila italiani che – secondo quanto dichiarato da Avallone “aspettano nei prossimi giorni, l’esito dell’operazione svolta dalla Task Force Argentina (TFA)”, struttura dell’Abi a tutela dei cittadini italiani vittime dai Tango Bond, presieduta da Nicola Stock. Altri 120-130 mila italiani – ha aggiunto – “avrebbero, invece, già aderito all’offerta dell’Argentina: un concambio con pagamento di cedole inferiori a quelle iniziali dell’70%”.