Napolitano, stiamo risalendo la china, battere la corruzione

Pubblicato il 19 giugno 2014 da redazione

ROMA. – L’Italia sta “risalendo la china” e non si può permettere di trascurare alcuni dei problemi storici che frenano la crescita del Paese: la corruzione e l’evasione fiscale. Va ristabilita al più presto “la legalità”, anche “nella vita economica”. E per far questo è “essenziale” il ruolo della Guardia di Finanza, un Corpo solido e in salute che sta affrontando “isolati casi di responsabilità personali e di vicende non edificanti” che si sono verificati negli ultimi tempi al suo interno. Chiudendo così il caso del generale Vito Bardi, comandante in seconda della Guardia di Finanza, indagato per corruzione dalla Procura di Napoli, il presidente della Repubblica ha confermato oggi la propria piena fiducia alle Fiamme gialle e – anzi – ne ha esaltato il ruolo e i compiti in questo complesso momento della vita del Paese dove, accanto alle riforme, si deve accompagnare un profondo processo di “moralizzazione pubblica”. “Una cosa va detta con molta chiarezza”, ha premesso Giorgio Napolitano incontrando al Quirinale Saverio Capolupo, Comandante Generale della Guardia di Finanza, accompagnato da una rappresentanza di allievi degli istituti di formazione. “La Guardia di Finanza è protagonista di iniziative e indagini essenziali soprattutto contro l’evasione e la frode fiscale”, ha subito aggiunto. E non si può “tollerare che si faccia di tutta l’erba un fascio e che si possa in qualsiasi modo mettere in dubbio la straordinaria ricchezza e sanità del capitale umano su cui poggia la Guardia di Finanza e la serietà, la trasparenza e il disinteresse dell’operato dei suoi comandi”. Il capo dello Stato è da sempre attento a far marciare paralleli il treno delle riforme e quello della legalità, conscio delle proporzioni assunte dall’evasione fiscale e dalla corruzione politica a tutti i livelli. “Viviamo un momento difficile da anni ormai per la crisi finanziaria ed economica che ha investito nell’insieme lo sviluppo economico mondiale, ma in particolare – ha spiegato il presidente – ha colpito i paesi dell’Europa, della zona euro, ha colpito l’Italia; il Paese è impegnato a risalire la china, a porre termine ad una recessione che si è protratta davvero troppo a lungo procurando gravi ferite alla nostra economia, alla nostra società e alla nostra coesione sociale”. Ecco perchè è così importante, soprattutto “in questo quadro”, assumere “un forte impegno per la salvaguardia degli interessi fondamentali della comunità a cominciare dall’interesse decisivo al rispetto delle leggi”. (Fabrizio Finzi/ANSA)

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