Mondiali: Mourinho esalta Balotelli, da Dio doni speciali

ROMA. – Lo “Special one” esalta Balotelli e l’Italia: alla vigilia della partita con il Costarica, José Mourinho non ha dubbi sulla seconda vittoria degli azzurri ai Mondiali brasiliani e ricorda al suo ex giocatore che Dio gli ha dato doni speciali “per fare una carriera non bella, ma bellissima”. Ma forse il passaggio più interessante è quello sulla Spagna campione in carica e già fuori dalla Coppa del Mondo dopo appena due gare. Colpa, secondo Mou, di un “debito morale. Anche nei club è molto facile cambiare quando non ci sono le vittorie. E’ invece molto difficile, soprattutto a livello emozionale, quando si vince. Quante volte – si chiede l’ex tecnico dell’Inter – un club fa malissimo l’anno dopo che ha vinto?”. Tra le righe sembra proprio la spiegazione all’abbandono dello “Special one” dopo le vittorie in Champions League con il Porto nel 2004 e con l’Inter nel 2010. Certo è che Mourinho non dice mai cose banali, ad esempio sulla partita dell’Italia contro il Costarica. “L’Italia ha il savoir faire, ha grande stabilità nella squadra, fiducia, tranquillità e in più ha già tre punti. E poi il Costarica ha fatto già la gran sorpresa, è difficile fare una seconda enorme sorpresa solo quattro giorni dopo. Adesso inoltre Joel Campbell non è una novità, il sistema tattico non è una novità, il modo in cui pressano non è una novità. E Prandelli ha avuto anche il tempo di pensare se continuare con la stessa squadra o fare dei cambi”. Giocherà sicuramente titolare “SuperMario” Balotelli: “Mario – aggiunge lo ‘Special One’ – sarà sempre Mario, lo dicevo anche all’Inter, a 30 anni farà sempre alcune delle cose che faceva quando ne aveva 19-20. Non cambia la sua essenza, ma allo stesso tempo penso che con gli anni e le esperienze internazionali, con l’Inter, l’Inghilterra, il ritorno in Italia al Milan, ha tutte le condizioni nelle sue mani di arrivare a un livello ancora più alto. Con il potenziale tecnico e fisico che ha può fare ancora molto meglio. E’ – conclude Mourinho – una questione sua capire che può fare meglio, capire le sue vere potenzialità, i doni speciali che Dio gli ha donato”.