Iraq: incubo gas, jihadisti occupano ex sito Saddam

NEW YORK. – Torna l’incubo delle armi chimiche nella regione mediorientale. Gli estremisti sunniti in Iraq hanno infatti messo le mani sul principale sito in cui l’ex dittatore Saddam Hussein produceva micidiali strumenti di morte. Quei gas che sterminarono intere comunità durante la guerra con l’Iran durata ben otto anni, dal 1980 al 1988. I responsabili del Pentagono e del Dipartimento di Stato si precipitano a precisare che il vecchio complesso di Al Muthanna è oramai dismesso. Anche se vi sono ancora immagazzinate armi e munizioni accatastate l’una sull’altra, in gran parte ricoperte dalla ruggine. E’ quel che rimane del terribile arsenale chimico di un tempo, lì dove si producevano bombe a base di sarin, gas mostarda e gas nervini. Ma ora sarebbero rimaste solo attrezzature e componenti “vecchie, contaminate e molto difficili da spostare”, assicurano a Washington, sottolineando come difficilmente i ribelli dell’Isis sarebbero in grado di ricavarne qualcosa di realmente pericoloso. Ciò non toglie che una certa ansia serpeggia: quella che i terroristi possano impossessarsi di materiale potenzialmente letale. Un timore che si unisce all’allarme armi chimiche mai tramontato in Siria, nonostante l’accordo di Ginevra tra Stati Uniti e Russia che ha spinto Assad ad impegnarsi per la loro distruzione. “E’ chiaro che il sequestro di ogni sito militare da parte dell’Isis ci preoccupa”, ammette la portavoce del Dipartimento di Stato, Jennifer Psaki, pur ribadendo come l’amministrazione Obama non creda che il complesso caduto nelle mani dei ribelli iracheni contenga ancora armi o sostanze chimiche che possano essere impiegate militarmente. “E’ molto difficile, se non impossibile, spostare quel materiale”, spiega inoltre la portavoce. La presa di un sito così delicato da parte dei sunniti, comunque, è l’ennesima dimostrazione del caos che regna in Iraq, con le forze di sicurezza del governo di Baghdad incapaci di difendere tutto ciò che si trova sulla strada dei ribelli. E – sottolineano i media Usa – sarebbe davvero un paradosso che quelle armi di distruzione di massa per cui l’America dichiarò guerra all’Iraq di Saddam Hussein nel 2003 finiscano ora in mano ai gruppi islamici vicino ad al Qaida. E lo spettro di un nuovo incubo legato al possibile impiego di armi chimiche nella regione mediorientale riaccende anche le polemiche sulla decisione di ritirare nel 2011 tutte le truppe Usa dall’Iraq, quelle che ora avrebbero potuto difendere i siti più delicati. “Non siamo noi che abbiamo deciso, ma il governo iracheno che negò l’immunità ai nostri soldati”, si è difeso ancora una volta Barack Obama.(Ugo Caltagirone/ANSA)

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