Bonus 80 euro spinge ripresa consumi, +0,5% in 2014

ROMA. – Dopo sei anni di discesa i consumi in Italia tornano a crescere, spinti dal bonus di 80 euro deciso dal governo. Un’inversione di tendenza che, seppur graduale, si tradurrà in una crescita dei consumi dello 0,5% quest’anno e in maggiori spese delle famiglie italiane per 5 miliardi, mentre, nel 2015 e nel 2016, i consumi cresceranno poco più dell’1% l’anno per complessivi 17 miliardi in più rispetto al 2014. A certificare l’inversione di tendenza è l’ultimo Rapporto Club Consumo di Prometeia che fa il conto dell’effetto dei provvedimenti a sostegno dei redditi delle famiglie, della bassa inflazione e degli incentivi a sostegno di specifici mercati. Attenzione però, dice il Rapporto, perché gli italiani con la crisi si sono abituati a stringere la cinghia ed il segno più non tornerà in tutti i settori: sugli alimentari e l’abbigliamento, ad esempio, si continuerà a risparmiare, sia per l’abitudine, sia per il “permanere di difficoltà materiali delle famiglie meno abbienti, che avranno marginali benefici dal credito Irpef”. Ce ne vorrà insomma, per recuperare quegli oltre 65 miliardi di consumo persi tra 2007 e 2013. In simultanea, intanto, da Eurostat arriva un allarme prezzi perché, se nel 2013 quelli italiani sono stati complessivamente nella media Ue, per abbigliamento, cibo, hotel e ristoranti erano tra i più alti. Fatti salvi i paesi nordici che restano sempre più cari, infatti, data 100 la media europea, i prezzi in Italia sono per l’abbigliamento al 107%(i quarti più cari), sul fronte cibo pagano il 112% (il settimo prezzo più alto d’Europa) e per hotel e ristoranti, sono al 110%. Sul fronte della destinazione della spesa, secondo i conti fatti da Prometeia (che per valutare e stimare l’ammontare del bonus che le famiglie potrebbero destinare quest’anno alla spesa ha ipotizzato che il bonus sia una tantum) l’85% dell’ammontare complessivo del bonus, 5,4 miliardi di euro, potrebbe essere destinato a spese per consumi, mentre il restante 15% utilizzato per il risparmio o altri utilizzi (pagamento mutui, prestiti, etc.) Il bonus, andrà soprattutto verso quei beni e servizi come alimentari e spese per la casa che incidono in maniera rilevante sulla spesa delle famiglie e meno verso quei mercati, già sacrificati con la crisi, come per esempio abbigliamento e calzature. Per quanto riguarda la prospettiva a fine 2016, secondo Prometeia, tra i diversi mercati alimentari e abbigliamento potrebbero restare su livelli inferiori di oltre il 10% rispetto al 2007. Su volumi decisamente bassi anche il mercato della mobilità, all’interno del quale la domanda di mezzi di trasporto potrebbe restare su livelli inferiori di quasi il 40% rispetto al 2007 mentre proseguirà i processo di terziarizzazione che consentirà ai servizi nei prossimi due anni di accrescere ancora la propria incidenza sul paniere di spesa delle famiglie. (Monica Paternesi/ANSA)

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