Da Coppola saga della famiglia italo-americana

NEW YORK. – Francis Ford Coppola torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia di una famiglia di americani di origine italiana, “ma non una famiglia come la sua”: Il regista del Padrino sta lavorando un film “multi-generazionale”, ancora senza titolo, che raccontera’ la saga di una famiglia italo-americana dagli anni Venti ai Sessanta, lo stesso arco di tempo del ciclo della famiglia Corleone. La storia siamo noi, ma “non sara’ una storia autobiografica”, ha affermato, anche se certo “c’e’ una influenza della mia famiglia”. “La mia storia e’ ambientata a New York”, ha rivelato. “Ho una prima stesura” del copione e “e sono pronto per la fase del casting”, ha aggiunto. Una fase che sara’ curata da Nicole Daniels, che ha curato il casting anche di The Bling Ring, della figlia Sofia Coppola, e che provvederà ala scelta degli attori. Il producer sara’ Fred Roos, un vecchio collaboratore della famiglia. “I film – ha chiosato il grande regista italoamericano, vincitore di diversi premi Oscar – sono grandi in proporzione al periodo”. Quella a cui sta lavorando, ha anticipato, “comincia a meta’ anni ’20, poi c’e’ una parte che si svolge negli anni ’30 e alla fine degli anni ’40, fino alla fine degli anni ’60”. E’ la prima volta in oltre 20 anni – Il Padrino parte terza e’ del 1990 – che Coppola gira un film sugli italo-americani. Dopo “L’uomo della pioggia” (1997), Coppola e’ tornato dietro la cinepresa come regista per altre tre volte, senza il successo del passato: “Un’altra giovinezza” (Youth without Youth, 2007), “Segreti di Famiglia” (Tetro, 2009) e “Twixt” (2011). Da tempo Coppola si dice assolutamente “fiducioso” sul futuro del cinema. L’avanzamento tecnologico delle attrezzature (“basti pensare al digitale”) e nel settore dei gadget personali ad alta risoluzione, come smartphone e tablet, hanno spalancato nuove porte agli autori, fino a ipotesi di “produzione live”, dal vivo e in una diretta continua, in un contesto di interazione. Ma il film che si accinge a fare ora “non sara’ una storia autobiografica”, dice, anche se “c’e’ una influenza della mia famiglia”.